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Trento, 17 giugno 2016
«Squallido approfittare del voto segreto»
Palazzo Thun e Piazza Dante, l’analisi di Boato: governatore collegiale, ma le divise sono ridicole
dal Corriere del Trentino di venerdì 17 giugno 2016

Marco Boato, consigliere nazionale dei Verdi, a Palazzo Thun la maggioranza è di nuovo in difficoltà. Come valuta questa situazione?
«Fin dall’inizio della consiliatura si sono vissute tensioni e fibrillazioni interne alla maggioranza, che hanno attraversato i vari partiti. In particolare si sono verificati problemi in relazione proprio a quella che è per legge una prerogativa esclusiva del sindaco: la composizione della giunta. L’ingresso nel governo comunale di due giovani donne non precedentemente elette in consiglio, pur consentito dalla legge e auspicato da chi sperava in un rinnovamento generazionale e di genere, ha suscitato tuttavia rivalità e gelosie all’interno dei partiti di appartenenza, ma anche nel Pd si sono verificate tensioni per aspettative non soddisfatte. Tutto questo avrebbe potuto costituire la normalità fisiologica dei tipici “mal di pancia”, che caratterizzano tutte le fasi post-elettorali. Tuttavia la fisiologia si sta tramutando in patologia, a oltre un anno dalle elezioni».

Una patologia che martedì in aula è sfociata in un nuovo «stop» sulla delibera del personale.
«Chi per tre volte ha messo in minoranza a scrutinio segreto il sindaco e la sua giunta — sulle circoscrizioni e per due volte sul personale — non ha mai avuto il coraggio elementare di manifestare pubblicamente il proprio eventuale dissenso e si è avvalso strumentalmente dell’occasione fornita dalle opposizioni per “impallinare” sindaco e giunta. Si tratta davvero di un comportamento squallido e ignobile, che non offende tanto il sindaco quanto l’intera città, che non merita di assistere a una farsa di questo tipo. Chi colpisce a scrutinio segreto è politicamente un vigliacco».

Qual è la posizione dei Verdi rispetto a questa situazione?
«I Verdi — che pure non sono entrati a far parte della giunta ma che hanno rispettato la volontà del sindaco — esprimono la loro piena solidarietà ad Andreatta e condividono la sua indignazione, che è anche quella della maggior parte dei cittadini, che non amano chi colpisce a tradimento nascondendo la mano (e la faccia) dietro lo scudo del voto segreto. Anche se le riunioni di maggioranza sono state innumerevoli e spesso con significative assenze, magari proprio da parte di chi invoca maggiore collegialità, i Verdi ritengono che il sindaco faccia bene a convocare al più presto una riunione della maggioranza non solo consiliare, ma anche politica, per verificare la situazione assai critica e per chiamare tutti i consiglieri e tutte le forze politiche alla loro responsabilità».

La tensione non si limita a Trento ma sta scuotendo anche la politica provinciale.
«Si sperava che la fase di tensione, che ha caratterizzato tanto la situazione nel comune quanto quella a livello provinciale e regionale, potesse essere superata dopo la chiusura della stagione congressuale. A quanto pare così ancora non è. Per quanto riguarda la situazione provinciale è un fatto positivo che il presidente Ugo Rossi abbia tentato di rilanciare una maggiore collegialità politica della maggioranza, moltiplicando le occasioni di confronto. Ma non è stato un buon segnale lo scambio che si è verificato con le opposizioni in materia di “buona scuola” e di omofobia, per non parlare della ridicola possibilità di ripristino delle “divise” a livello scolastico, riportandoci indietro di decenni a livello culturale prima ancora che politico. Sul piano provinciale e regionale la situazione si è nuovamente radicalizzata in occasione della elezione del vicepresidente del consiglio regionale. In realtà il vizio stava già all’origine, quando il Patt aveva ritenuto di poter decidere al proprio interno su una carica che non è “proprietà privata” di un singolo partito, ma è devoluta alla decisione del Consiglio, tanto più che lo scambio programmato a inizio legislatura prevedeva un mandato “a metà” per l’unico ruolo istituzionale destinato a una donna, proprio mentre in tutta Italia si è votato alle amministrative con la doppia preferenza di genere, mentre in Trentino questa scelta di civiltà è ancora un miraggio».

 

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