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Trento, 11 agosto 2018
«Se la coalizione sceglierÀ Rossi
i Verdi prenderanno altre strade»

Boato avverte gli alleati. «Rivolta» online dei ghezziani: i movimenti si difendono
dal Corriere del Trentino di sabato 11 agosto 2018

Marco Boato non usa mezzi termini: «Se la coalizione sceglierà Ugo Rossi come candidato presidente, i Verdi non ci saranno». All’indomani del vertice del centrosinistra autonomista che ha sancito il patto di coalizione, fissando allo stesso tempo una prima verifica con il governatore uscente (Corriere del Trentino di ieri), il leader del Sole che ride non entra nello specifico delle tensioni respirate durante l’incontro («Non ero presente») ma pone una condizione pesantissima a quell’unità della coalizione che in questi giorni è diventata una sorta di parola d’ordine.

«Per quanto ci riguarda — sottolinea Boato — Rossi non è il candidato adatto per affrontare delle elezioni che saranno difficilissime. Non possiamo accettare questi continui ricatti del Patt, questa ossessione negativa sul governatore uscente».  

Il leader dei Verdi rilancia l’ipotesi alternativa: «Con Rossi si perde. Noi abbiamo proposto Paolo Ghezzi, che tra l’altro era stato contattato inizialmente dal Pd e poi dall’Upt». Poi Boato torna sul vertice. E punta il dito su un passaggio che ha creato un certo scompiglio: alle dieci di sera, dopo quattro ore abbondanti di dibattito, la prima versione del documento — quella peraltro firmata da tutti i segretari — fissava infatti il confronto programmatico di Rossi con la coalizione prospettando «la sua designazione a candidato presidente». Frase poi corretta inserendo un «eventuale » prima di designazione.

«Ci hanno provato» sottolinea Boato, pronto a ribadire la linea anche nell’incontro con il governatore uscente: «A Rossi diremo che non lo riteniamo il candidato adatto per vincere. E se la coalizione convergerà su di lui, noi non ci saremo».
Un concetto, quest’ultimo, ripreso anche da Lucia Coppola (firmataria del patto). La quale, ieri, ha dovuto difendersi da una sorta di «rivolta» dei sostenitori del giornalista sulla pagina Facebook «Paolo Ghezzi for president». In molti, infatti, non hanno gradito — né capito — la decisione dei partiti di sinistra di aderire al patto. Chiedendo spiegazioni e parlando di «debacle». Critiche alle quali, in serata, hanno risposto con una nota congiunta Verdi, Articolo 1- Mdp, Primaveratentina e movimento degli autoconvocati.

«La firma apposta in calce al documento — si legge — non implica in nessun modo la rinuncia al sostegno alla candidatura di Ghezzi». E ancora: «L’incontro con Rossi è soltanto un confronto istituzionale e programmatico che non riguarda la decisione o meno sul candidato presidente. Tale incontro è legato inscindibilmente all’organizzazione di un analogo incontro con Ghezzi, secondo quanto concordato verbalmente nel tavolo di ieri (giovedì, ndr), da effettuarsi entro il 14 agosto».

I «ghezziani» rivendicano quindi di aver fatto inserire nel documento la necessità dei partiti di «esprimersi in modo chiaro e definitivo sul nome del candidato presidente in tempi brevissimi» e precisano: «Nel corso del vertice non si è in alcun modo discusso sulla questione del candidato presidente e del relativo nome».

Per quanto riguarda il documento, secondo la sinistra il testo «corrisponde sostanzialmente a quello elaborato dal Partito democratico nei giorni scorsi.

Il Patt ha insistentemente richiesto che fosse inserita la menzione dell’incontro con Rossi, peraltro già in programma da tempo». Con un ultimo appunto: «Dal documento si deduce che per la prima volta il Patt accetta l’ipotesi di un candidato presidente diverso da Rossi».

 

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