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Trento, 25 settembre 2012
Caccia alla coturnice e al fagiano di monte:
l'incredibile decisione del comitato faunistico di autorizzare il prelievo venatorio

Due specie considerate dagli esperti italiani ed europei a rischio estinzione
Comunicato stampa di Lipu e Pan Eppaa

Dal primo ottobre si potrà sparare a 370 fagiani di monte o gallo forcello e a ben 15 capi di coturnice alpina. Nella riunione di ieri del Comitato faunistico sono stati approvati i piani di prelievo del Fagiano di monte e Coturnice, ennesima concessione ai cacciatori da parte del Comitato faunistico provinciale. Un numero elevato di fagiano di monte,  ma soprattutto una grave concessione i 15 capi di coturnice alpina.

Dopo due anni di sospensione è stata riaperta la caccia alla coturnice alpina  una specie inserita nella lista rossa in quanto  in forte regresso e a rischio di estinzione.

Malgrado la popolazione, rispetto agli anni 90 sia più che dimezzata e anche rispetto al 2010, anno di sospensione della caccia ,sia stato registrato un ulteriore calo (dati del servizio foreste) dei riproduttori, (capitale) su richiesta dei cacciatori (che volevano 55 capi) il comitato faunistico ha assegnato 15 capi di coturnice per la stagione 2012. La motivazione per giustificare queste assegnazioni, assurda secondo noi, è stata la buona riproduzione estiva in alcune località. Fermo restando, che la popolazione provinciale è ridotta ai minimi termini con il capitale (riproduttori) in continuo calo , la decisione del comitato faunistico accontenta ancora una volta i cacciatori alla faccia della gestione nell’interesse della comunità. Il numero ridicolo di assegnazioni, da una parte, da un contentino a persone ben definite e dall’altra dimostra come effettivamente la specie stia diventando sempre più rara. Invece che tentare di ricapitalizzare gli interessi, per ricostituire una popolazione  che possa scongiurare il rischio di estinzione, al primo accenno di ripresa, subito si fanno intervenire i fucilieri, con buona pace dell’altro 99% della popolazione.

 In un report  di ricerca sulla coturnice del Centro di Ecologia Alpina,  del 1998, esimi studiosi (Meriggi, Pandini, Sacchi, ecc.) affermavano che “l’impatto della caccia può essere molto sensibile stante la drammatica situazione di riduzione numerica e frazionamento della popolazione”, De Franceschi  “La densità dei riproduttori in primavera è preoccupante in tutto il Trentino” da allora il calo è stato continuo tant’è che siamo passati dai circa 3 maschi cantori 100 ha, ai 0,8 maschi 100ha, nel censimento 2012.

La proposta di assegnazione dei 15 capi di coturnice è stata votata anche dal rappresentante del WWF, in disaccordo con le altre  tre associazioni ambientaliste presenti in comitato, una decisione molto grave rispetto alla posizione che il WWF nazionale ha sempre tenuto per quanto riguarda la tutela della coturnice. Le motivazioni per le quali il rappresentante del WWF a votato a favore,  sono quelle dell’aspetto sociale (ancora più preoccupante) dei cacciatori, in quanto se non vengono assegnati i capi di coturnice, questi vengono prelevati illegalmente, cioè  a dirsi: piuttosto che si rubi, legalizziamo il reato di furto.

Con questo criterio allora si dovrebbe aprire la caccia a tutte le specie animali. Purtroppo la gestione della fauna selvatica è oramai in mano ai politici, mentre i tecnici e gli esperti o non si pronunciano, oppure non vengono ascoltati, ambientalisti e cittadini si devono svegliare, altrimenti poi sarà troppo tardi, quando il danno risulterà irreparabile.

Sergio Merz - Delegato LIPU
Adriano Pellegrini - PAN EPPAA

      
LIPU


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LIPU
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