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Trento, 24 marzo 2018
«Differenziata», 3 nodi da sciogliere
Lettera di Aldo Pompermaier
da l'Adige di sabato 24 marzo 2018

Grazie Presidente Gentiloni per le parole di apprezzamento, nella sua recente visita a Trento, sui risultati ottenuti dalla città e dal Trentino nel campo della raccolta differenziata.

Le confermo che non è stato facile ottenerli, in primo luogo perché pochi ci credevano e, come le avranno riferito, di fronte al «problema rifiuti», i massimi livelli provinciali e comunali avevano optato per la scorciatoia da loro chiamata «termovalorizzatore». Per fortuna comitati come Nimby, Trentino Pulito e molti cocciuti cittadini e politici hanno fatto la differenza. Tra questi ultimi mi ci metto anch'io, quando oltre dieci anni fa avviai a Trento il famoso e temuto, ma poi vincente «piano rifiuti» e il «porta a porta». I veri artefici furono però, caro Presidente, i cittadini, le Circoscrizioni che credettero nel progetto e lo sostennero fin da subito, fino ai giorni nostri. 

Peccato che questi risultati non sono stati ben presentati elettoralmente, perché si poteva dire che l'80 per cento di «differenziata» non era solo un numero, ma un grosso vantaggio economico per la comunità, avendo consentito di risparmiare milioni di euro nel non conferire rifiuti alla discarica di Ischia Podetti. In breve, signor Presidente, anche se si poteva osare di più, i cittadini hanno risparmiato notevoli aumenti tariffari.

La voglio ringraziare anche per aver citato Alex Langer. Lei non sa quanto ci manca! Per molti di noi è stato ed è un faro, però mi creda, siamo rimasti in pochi a credere e a vivere il suo pensiero. Lo dico con rammarico, perché quando si analizzano i motivi della recente sconfitta elettorale del centro sinistra, e da noi anche autonomista, non si guarda a quanto poco si è parlato di ambiente, di pace e dei famosi «ponti» che gettava Alex quando affrontava temi spinosi come la guerra in Kosovo.

Grazie comunque per questi riferimenti, che ci stimolano ad essere sempre più attenti ai temi ambientali e della pace.

Aldo Pompermaier

 

I buoni, ottimi, risultati ottenuti a Trento nel riciclaggio dei rifiuti, giustamente citati e rivendicati da Aldo Pompermaier, costituiscono l'esempio di un metodo da seguire, ma anche uno stimolo per non «sedersi sugli allori» e proseguire invece nell'impegno.

Dice bene Pompermaier. L'80 per cento di differenziata raggiunto non è solo un numero, ma nemmeno solo un risparmio: è una cifra di civiltà, di convivenza, di appartenenza. È anche la conferma che le proteste dei cittadini «dal basso», le mobilitazioni civili quando hanno un obiettivo preciso servono, che è possibile invertire la tendenza dominante all'«usa e getta», che si è ormai estesa dalle cose ai sentimenti, ai valori, alla stessa politica. Sì, è possibile cambiare la tendenza al degrado (non solo allo spreco) del «sistema».

La lettera di Pompermaier richiama però altre cose da dire e da fare. La prima è ricordare che il successo del «porta a porta» va attribuito in maniera determinante anche agli autisti dei camion di Trentino Energia, pazienti e pieni di abnegazione nella puntualità del servizio e nel percorrere strade «impossibili», ostruite dai «parcheggi selvaggi» di troppi automobilisti maleducati.

La seconda è ricordare che il Trentino è una terra di turismo e di pendolarismo. I turisti spesso importano cattive abitudini e un atteggiamento che li porta a ritenere, dal momento che sono in vacanza, che tutto è loro consentito. I risultati nelle località turistiche sono spesso deludenti, ma non inevitabili. Le Apt, con tutti i soldi di cui dispongono, potrebbero davvero distaccare per alcuni giorni nei momenti di punta alcuni addetti ad educare, dare l'esempio, spiegare. È meglio convincere che multare. E per i pendolari alcuni bidoni «comuni» sulle strade? Non sono questioni semplici, ma è certo che le complicate chiavette elettroniche si rompono, si perdono, non si trovano? più sono complicate, più cresce la tentazione di farne a meno. La terza «emergenza» è la proliferazione di carte speciali per cibi nei negozi: anche per il pane ci sono sacchetti misti di carta e plastica (?) e poi carta cerata, carta per affettati, carta con alluminio? per i formaggi il banchetto del Sergio al mercato delle Erbe (piazza Vittoria) usa peraltro una carta ecologica, con pellicola di plastica staccabile, ma la maggior parte delle carte (per non parlare dei «multi involucri» di dolciumi, cioccolatini ecc.) per stessa indicazione di chi gestisce la raccolta è destinata al «residuo», che vuol dire discarica. 

Non va. In questi casi il costo della raccolta andrebbe ripartito fra produttori e grande distribuzione. Devono fare anch'essi la loro parte, perché la raccolta differenziata è uno specchio di civiltà, non solo un servizio al consumo.

Franco de Battaglia

 

       Aldo Pompermaier, presidente dei Verdi del Trentino

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