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Trento, 22 dicembre 2010
«I cittadini insorgano come a Napoli»
L’ex assessore Aldo Pompermaier all’attacco.«L’ok comunale condizionato da un inganno»
da l’Adige di mercoledì 22 dicembre 2010

All’indomani del bando andato deserto per la realizzazione dell’impianto a Ischia Podetti, prende posizione
il presidente dei Verdi del Trentino:«Ci dissero che la discarica si sarebbe esaurita in 5 anni: non era vero.
Portai i Crm che Trentino Servizi non voleva. Ora si cambi. E qualcuno parli a Simonetta Gabrielli»

«Il via libera del consiglio comunale di Trento alla costruzione dell’inceneritore fu basato su una grande bugia. Ci dissero che la discarica Ischia Podetti si sarebbe esaurita nel giro di 4-5 anni. Quando diventai assessore comunale all’ambiente scoprii però che la sua vita poteva essere di altri 15-20 anni. Per questo ora dico che i cittadini dovrebbero insorgere come hanno fatto a Terzigno».

All’indomani del bando di gara andato deserto per la costruzione dell’inceneritore, attacca lancia in resta Aldo Pompermaier,  ora presidente dei Verdi del Trentino.

Pompermaier, lei era in consiglio quando si approvò l’opera.
«Certo. La motivazione più forte portata dal presidente della Provincia Lorenzo Dellai fu che nel 2003/04 la discarica Ischia Podetti si sarebbe esaurita. La cosa condizionò il consiglio comunale in modo determinante. Se hai davanti solo cinque anni di vita della discarica, cos’altro puoi fare? Ma questa argomentazione oggi è completamente smentita.
Fu una grande bugia, dovuta a scarse conoscenze o impropria programmazione, a condizionare i decisori politici dell’epoca».

Dice questo soltanto perché la discarica di Ischia Podetti è ancora attiva?
«Non solo. Quando ero assessore, mi recavo spesso in discarica per assumere informazioni. E lì capii che con una raccolta differenziata come quella attuale e una progressiva riduzione della produzione di rifiuti, Ischia Podetti poteva avere una vita ancora di 15-20 anni».

Lei, però, fa riferimento al bacino di Trento mentre l’inceneritore servirà l’intero territorio provinciale.
«Se hanno sbagliato i conti per Ischia Podetti, li hanno sbagliati anche per le altre discariche. Io non voglio passare per quello che favorisce le discariche, ma questo peccato originale ha condizionato tutto. Nel tempo trascorso da allora si potevano invece promuovere progetti alternativi all’inceneritore come quelli proposti dalle associazioni ambientaliste».

Tipo?
«Le operazioni di pretrattamento, compiute dopo la raccolta differenziata, riescono ormai a intercettare il 70-80 dei rifiuti indifferenziati. Questa è la dimostrazione che si può fare a meno dell’ inceneritore, un elemento di disturbo per la salute pubblica. Senza trascurare, in un momento di forte crisi economica, i posti di lavoro che verrebbero assicurati da questo modello alternativo. In Germania inceneritori non ne costruiscono più, aspettano la manna da Napoli. Mi chiedo se dietro alla scelta dell’inceneritore ci sia interesse o testardaggine».

Lei è rimasto in giunta comunale per quattro anni. Aveva la possibilità di modificare il quadro.
«Quando nel 2005 il sindaco Pacher assegnò le deleghe, rifiutai quella per l’inceneritore perché, da un lato, non potevo impegnarmi su un progetto in cui non credevo e, dall’altro, non avrei potuto sviluppare la raccolta differenziata come invece ho fatto. Fu una scelta lungimirante di cui sono molto contento. Come quella dei centri di raccolta materiali».

In che senso?
«La Provincia aveva deciso di finanziarne la costruzione già nel 2000. Dovetti arrivare io nel 2005 a promuoverne la realizzazione.
Trentino Servizi era contraria. Sosteneva che sono discariche a cielo aperto che non servono a nulla e, invece, sono diventate un’importante valvola di sfogo. Ora bisognerebbe fare un passettino ulteriore, prevedendo il recupero degli oggetti ancora utilizzabili da vendere una volta al mese a un prezzo simbolico, utilizzando il ricavato per azioni di politica ambientale».

Torniamo a bomba: Provincia e Comune hanno ribadito che si rivedrà il bando ma che la scelta non ci si cambia.
«Ed invece io dico che si dovrebbe impiegare questo tempo per studiare soluzioni alternative. La Provincia, con le risorse a disposizione, ne ha la possibilità. Non so cosa deciderà Dellai, ma so che mi dà fastidio anche solo fare questa affermazione perché significa che a comandare è soltanto lui, grazie alla complicità del vicepresidente Pacher e del sindaco Andreatta.
Possibile, ad esempio, che in tutto il Trentino non esista un centro di compostaggio mentre in Veneto ce ne sono diciotto?».

Non ce l’ha neanche Trento.
«Quand’ero assessore, provai a farne uno a Ischia Podetti, dove peraltro una struttura simile c’era già fino a 25 anni fa. Invece tutto l’organico va a finire in Veneto a cifre pazzesche, dagli 80 ai 100 euro a tonnellata. Il compost rappresenta il 40% dei rifiuti prodotti, non scordiamocelo».

Lei è stato l’assessore che ha dato una svolta alla raccolta differenziata in città promuovendo il porta a porta.
«A Gardolo, dopo due mesi di porta a porta, avevamo più che raddoppiato la differenziata, passando dal 28-30% al 63-64%, a Meano in due mesi arrivammo addirittura al 73-74%. I risultati sono stati ottenuti grazie alla grandissima risposta dei cittadini, che ora dovrebbero insorgere come a Terzigno, nel napoletano.
La Provincia invece di fare l’arrogante dicendo che l’inceneritore s’ha da fare, dovrebbe comportarsi da arrogante con chi non diminuisce la quantità di rifiuti prodotta, iniziando, ad esempio, dall’imporre imballaggi totalmente riciclabili».

La produzione dei rifiuti è comunque in calo.
«Certo, quest’anno del 10-11%, probabilmente anche in forza della crisi economica».

Intanto Simonetta Gabrielli di Nimby è arrivata al 17° giorno di digiuno.
«Ha scritto a sindaco, vescovo, presidente della giunta e del Consiglio provinciale e non smetterà finché non avrà almeno una risposta. Io rivolgo un appello a queste personalità: fatele un regalo di Natale e parlatele.
Sono davvero preoccupato per le sue condizioni».

 

       Aldo Pompermaier, presidente dei Verdi del Trentino

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