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Trento, dicembre 2000
MENSE SCOLASTICHE ED OSPEDALI: GARANTIRE ALIMENTI DI QUALITA’
Cogliere una opportunità di crescita per la zootecnia locale e produzioni biologiche.
a cura dei Verdi del Trentino

Che carne mangiano i bambini trentini nelle mense scolastiche ? Che carne mangiano gli ammalati nei nostri ospedali ? Impossibile dirlo. I contratti di fornitura delle mense scolastiche e degli ospedali non prevedono alcun accertamento per quanto riguarda gli allevamenti di provenienza. Non sappiamo, quindi, se si mangia carne francese, spagnola, irlandese o tedesca.

Nella gare d’appalto si è tenuto conto essenzialmente del fattore costo: chi offre la carne a minor prezzo vince l’appalto. E ciò potrebbe andar bene in situazioni normali, quando è certo che gli standards qualitativi sono identici in tutti gli Stati di provenienza della merce, ma suscita giustamente allarme e preoccupazione quando si scopre che non ovunque l’allevamento degli animali è condotto secondo regole igienico-alimentari tali da scongiurare la presenza di patologie pericolose anche per l’uomo.

La vicenda "mucca pazza" deve indurre la Provincia a rivedere con assoluta urgenza e priorità le condizioni di fornitura e le regole d’appalto per quanto riguarda l’approvvigionamento della carne nelle mense scolastiche e negli ospedali.

In particolare occorre prevedere la certificazione dell’allevamento di provenienza, in modo da escludere con assoluta certezza che possa essere fornita carne proveniente da zone a rischio. In secondo luogo occorre intervenire sui protocolli alimentari nell’allevamento delle bestie. Solo così si avrà anche la certezza della qualità.

L’Italia ha tradizioni rigorose di controllo sugli allevamenti, tuttavia, recenti episodi di importazioni e macellazioni clandestine hanno dimostrato che questi possono essere elusi. Ciò accresce la sfiducia e l’allarme nei consumatori e comportamenti scorretti di allevatori ed importatori senza scrupoli possono compromettere il lavoro ed il reddito di agricoltori onesti e scrupolosi.

Se la Provincia darà per prima l’esempio, l’attuale situazione di difficoltà potrebbe tradursi in una opportunità di crescita e di rafforzamento della nostra zootecnia provinciale. Non è difficile concordare con la Federazione provinciale allevatori, anche in collaborazione con il Servizio veterinario pubblico, protocolli alimentari per l’allevamento di bovini. Come non è difficile controllare che i protocolli vengano scrupolosamente rispettati.

Occorre tuttavia incentivare l’uso di carni prodotte in modo sicuro e questo può essere fatto prevedendo nelle gare d’appalto l’obbligo di fornire indicazioni precise e verificabili sulla provenienza dei capi macellati e sulle modalità di allevamento.

      
   

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