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Trento, 26 novembre 2009
L’aria stessa ci avverte
che siamo vicini al limite

di Sandro Boato
da l’Adige di giovedì 26 novembre 2009


La grande crisi economica, culturale ed ecologica che si sta attraversando nell’intero pianeta, e quindi anche in Italia, a partire dalla rapina finanziaria internazionale (a opera di borse e banche) destabilizzante interi paesi e dai segnali inequivocabili di surriscaldamento climatico e delle sue conseguenze letali, avrebbe potuto e dovuto consentire una autentica virata al timone del vecchio modello di sviluppo.

Ridurre gli egoismi di casta, di corporazione, di élite privilegiate, per risanare l’impoverimento di larghe fasce della popolazione nell’emisfero nord e di interi paesi dell’emisfero sud e sperimentare un diverso modello di sviluppo, socialmente ed ecologicamente sostenibile – che farebbe diminuire le migrazioni, oltreché i consumi non necessari ed i rifiuti.

Ma il disinteresse – di governanti, legislatori, operatori economici e finanziari, e di gran parte dell’informazione – verso il futuro dei giovani e le generazioni a venire sta mettendo a dura prova quel tanto di «stato sociale» esistente e aggravando le condizioni di un ambiente già degradato.

Non soltanto mancano propositi ed iniziative veramente anti-crisi, ma vengono anche scongiurate e boicottate dagli stessi maggiori responsabili del tracollo finanziario e del supersfruttamento ambientale le speranze oggi simbolicamente incarnate dal neopresidente degli Stati Uniti, da alcuni organi di informazione, dalle donne dei paesi africani e da poche personalità nel mondo dedite alla sua salvezza.

Questi versi – parte di un più esteso «canzoniere» sui quattro elementi fondamentali per la vita nel pianeta: acqua, aria, terra e fuoco – esprimono sinteticamente i pensieri accennati, facendo parlare in un breve monologo l’aria sapiente, che si continua imperterriti e impuniti a inquinare. Claude Lévi Strauss – il grande antropologo franco-belga scomparso da pochi giorni – sosteneva al proposito che «il mondo va verso una lenta ma indiscutibile autodistruzione». E l’aria stessa ci avverte che stiamo superando il limite del «non ritorno».

Sandro Boato



L’ARIA SAPIENTE

Io so che non sapete
cosa di voi sarebbe
se vi mancassi
altrimenti da fessi
oh umani, non vivreste
sporcando tutto e tutto rovinando
dai cieli alle città
dai mari alle foreste
che son respiro vostro
(mai sentito dire?).
«Non si mangia petrolio
non si respiran soldi»
l’indio saggio diceva.
Tardi vi accorgerete
che senza me si muore.
Io l’aria – e acqua e terra
sul vostro cimitero
rinasceremo
albere e laghi tremolano
al mio soffio che evoca
un’altra primavera.
Sandro Boato

( ndr:
Poesia inserita nella raccolta «Metamorfosi -
de aqua e tera de aria e fogo»
, in versi trilingui,
recensita sul quotidiano il Trentino di venerdì
30 luglio 2010, con il titolo «Sandro Boato, le metamorfosi che indicano il futuro dell’umanità».
È reperibile alla libreria Àncora di via S. Croce
e alla Rivisteria di via Mazzini a Trento (6 euro).
Può anche essere richiesta direttamente
all'autore, all'indirizzo: sandroboato@akmail.it )

      

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