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Trento, 6 giugno 2019
Relazione sulle elezioni europee del 26 maggio 2019
di Lucia Coppola

Ice Cream, di Stefano Bucchi
“Come l'Ultimo dei Mohicani , il sopravvissuto degli iceberg morirà nel suo viaggio estremo verso un museo dove verrà ricostruito approssimativamente e studiato da un pubblico che non avrà ammirato abbastanza la sua esistenza. Nel museo verranno venduti anche gelati, ghiaccioli e bibite con la sua immagine. Una volta, verrà raccontato, esistevano branchi selvaggi di iceberg che scorrazzavano per tutti i mari estremi, erigevano barriere di ghiaccio, si spezzavano con scricchiolii sinistri, andavano a caccia di navi da affondare. Poi è stata solo una questione di temperatura, e di iceberg non ne sono nati più. Il whisky ha imparato il sistema dei blocchetti o delle palline, la Siberia è diventata il sogno dei detenuti politici con la sua eterna primavera (l'eterna estate fra cento anni circa), le granite si sono estinte. E la nostra vita non è più stata vita”.

Relazione al Consiglio Federale dei Verdi

La vera sorpresa di queste elezioni risiede nel voto europeo ai partiti Verdi. Quasi ovunque ed anche, seppure in misura nettamente inferiore, in Italia, i partiti Verdi sono cresciuti, le liste ecologiche sono avanzate fino a ottenere risultati storici. Sopra ogni altro spicca il risultato dei Gruenen tedeschi, balzati al secondo posto nelle elezioni di domenica 26 maggio.

E' la prima volta dal dopo guerra che uno dei due grandi partiti, CDU e SPD, retrocede al terzo posto. Il fatto che ciò sia avvenuto nel paese più importante d'Europa, che ha visto l'affermazione del partito di riferimento del Movimento Verde più significativa rispetto a tutto il continente, indica che stanno davvero saltando gli equilibri nell'area della sinistra europea e si sta affermando una nuova offerta politica. I Verdi, va detto, non sono mai stati partiti monotematici, interessati solo ai problemi ambientali.

Fin dai loro esordi, nei primi anni '80, si sono presentati con un'agenda libertario/ecologista/pacifista, ecofemminista, dove i diritti civili, la parità di genere, la partecipazione diretta alle decisioni, democrazia partecipativa, il pacifismo, erano centrali quanto l'opposizione al nucleare e la difesa ambientale.

Per molto tempo Verdi e Socialisti, o meglio socialdemocratici, sono stati, e in parte lo sono ancora, in competizione lungo il falso dilemma “crescita contro sviluppo”: la crescita economica, portatrice di occupazione e buoni salari, secondo i socialdemocratici doveva prevalere sulla compatibilità ambientale e lo sviluppo economico. Nel breve periodo sono stati i socialisti a vincere la sfida anche perché in qualche caso hanno fatto loro alcune proposte degli ecologisti.

Poi, a partire dalla Grande Crisi, la situazione è cambiata e sappiamo quanto i socialdemocratici, PD in testa, siano rimasti intrappolati nella loro soggezione culturale al modello neoliberista, incapaci di rappresentare non solo le emergenti istanze ambientaliste ma neppure la ragion d'essere dei partiti di sinistra. La prima sfida, negli ultimi anni in particolare, è venuta da destra, dagli estremisti populisti e nazionalisti che ne hanno eroso la tradizionale base popolare.

A questa sfida si è affiancata quella della sinistra radicale, di una fascia culturale per lo più metropolitana, che non è riuscita a sottrarre voti popolari, che ha al suo interno anche istanze ambientaliste, ma mostra la sua grande debolezza in ideologismi fuori dal tempo e dalla storia, rigidità e incapacità di parlare ai bisogni reali delle persone, alle difficoltà economiche delle famiglie, alla qualità della vita e della salute messe pesantemente in crisi da politiche di basso profilo, del qui e subito e per pochi, dalle disuguaglianze, dalla disattenzione nei confronti della giovani generazioni, dall'assenza di un'idea di futuro.

Questa componente “borghese” se così si può definire, si era indirizzata in Europa verso i socialisti, grazie soprattutto all'adozione di una serie di misure inerenti i diritti civili, e in qualche modo aveva retto all'urto dei populisti. Ma ora abbiamo visto come i socialdemocratici stiano cedendo a fronte di attori politici più coerenti sul fronte delle tematiche post materialiste e, soprattutto, con una credibilità ben maggiore per affrontare la grande sfida dei cambiamenti climatici.

I Verdi non solo hanno ben rappresentato il “momento Greta” e il sorgere di una nuova coscienza giovanile che mette al centro il diritto la vita e la sopravvivenza del pianeta, ma raccolgono il frutto di una coerenza di lungo periodo, che ha anticipato il senso delle lotte attuali in tempi non sospetti, dileggiati e spesso sviliti, additati come Cassandre portatrici di ipotetiche sventure.

Spaziano ora dai temi ambientali, alla riconversione ecologica, alla  green economy, a una economia che coniughi rispetto e dignità del lavoro, salute, messa in sicurezza del territorio, politiche energetiche, riqualificazione edilizia, sobrietà nello stile di vita, diritti civili, accoglienza, parità di genere. Ecologia della politica, qualità delle relazioni.

In Italia molto resta ancora da fare nonostante una evidente ripresa. Le ragioni di queste difficoltà risiedono principalmente nella marginalità che per molti cittadini italiani ha ancora una vera e consapevole coscienza ambientalista e una lettura della realtà onesta e scevra da pregiudizi come la nostra. Vi sono ragioni culturali e politiche certo, ma anche di poca conoscenza di chi siamo e di quello che facciamo, dovuta anche alla scarsa presenza mediatica, in particolare da quando non siamo più presenti in Parlamento,  e di luoghi comuni difficili da scalfire.

I partiti che ci avvertono come avversari credibili non perdono occasione per delegittimare la nostra presenza sulla scena politica. E l'appello al voto utile, anche nel nostro Trentino, da parte di esponenti del PD che si sono esposti con mail e dichiarazioni, se pure sotto traccia, ne è un chiaro esempio. Per molti noi siamo ancora il partito del NO, i Verdi di Pecoraro Scanio, quelli che si occupano di uccellini e margherite, sognatori e poeti della politica nella migliore delle ipotesi. 

Nella nostra cultura nazionale l'attenzione all'ambiente è incomparabilmente inferiore rispetto a quella dei paesi del Nord Europa e dello stesso Alto Adige. Abbiamo ancora un rapporto rapace e aggressivo, quanto meno politicamente se non nella cultura delle persone, verso la natura, che, per quanto affascinante, continuiamo a considerare matrigna. La devastazione del territorio attraverso un consumo insaziabile e la distruzione sistematica delle sue regole non inquieta più di tanto. Salvo piangere a disastri avvenuti.

Ora le cose stanno se pur lentamente cambiando. La parte di elettorato ambientalista che si era affidata ai Cinque Stelle li sta conoscendo in questa veste tutt'altro che ecologista, in scelte politiche che dall'Ilva in poi hanno evidenziato politiche scellerate, pericolose, devastanti per l'ambiente e le persone. Per questo anche a livello locale i Cinque Stelle ci ostacolano e tendono a delegittimarci, avendo intuito il potenziale dei Verdi in questa fase politica ed essendo ben consapevoli dei danni compiuti dal governo a trazione Lega/Cinque Stelle, ormai alla frutta.

La nostra strada è ancora impervia e in salita ma la stiamo percorrendo con onestà intellettuale, chiarezza di obiettivi, coraggio.

I risultati del Trentino, al 4,1 per cento, gli ottimi risultati, persino maggiori, nei centri più significativi ed anche in molte valli sono davvero incoraggianti. Abbiamo imboccato una strada che non può che farci migliorare nel consenso. Intercettare ed essere un credibile riferimento per i giovani del movimento del FFF, che per quanto si dichiari non coinvolto in logiche partitiche dovrà necessariamente,  e in parte lo ha sicuramente fatto in queste elezioni europee, trovare uno sbocco oltre che valoriale anche elettorale, è l'obiettivo della nostra attuale e futura azione politica. Dobbiamo essere presenti in tutte le manifestazioni e coi movimenti che si battono per l'ambiente, dalla Valdastico alle discariche di Pilcante di Ala o di Sardagna, alias Sativa, alle lotte contro i pesticidi sull'esempio della regola di Malles. E naturalmente nelle istituzioni dove siamo eletti.

Un grazie grandissimo ai nostri elettori, diecimila voti in Trentino sono un tesoretto di cui avere massima cura.

E un grazie altrettanto grande a tutte e tutti coloro che si sono impegnati in una campagna elettorale tutt'altro che semplice sostenendo il nostro carissimo e prezioso Angelo Bonelli, ora davvero cittadino a pieno titolo, oltre che del mondo, di questo Trentino che ha grandi potenzialità e certo la possibilità di risorgere dalla melma di un governo provinciale dove la Lega rappresenta un punto bassissimo di cultura istituzionale, assume ogni giorno decisioni davvero molto pericolose in termini economici, di difesa dello stato sociale e del nostro territorio dal punto di vista ambientale.

Con politiche retrive sul piano culturale, dei diritti civili, della parità di genere, della scuola, razziste, omofobe e xenofobe, che stiamo, che sto contrastando stando sul pezzo e smascherando quotidianamente il loro tentativo di riportarci  indietro nel tempo.

Lucia Coppola
portavoce dei Verdi del Trentino, Consigliera provinciale di Futura

 

      Lucia Coppola

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elezioni europee
26 maggio 2019

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