verdi del trentino
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Trento, 5 settembre 2017
BIMBA MORTA DI MALARIA
Comunicato stampa dei Verdi del Trentino

La morte della bimba di quattro anni a Brescia, ma proveniente dall’ospedale Santa Chiara di Trento, per malaria autoctona, è un fatto drammatico ed estremamente preoccupante.

Siamo vicini con sentimenti di umana partecipazione al dolore dei suoi familiari. La vita di una bambina di quattro anni è unica e preziosa e la sua perdita provoca un dolore cocente in tutta cittadinanza.

Quanto accaduto, porta inevitabilmente a riflettere sulla situazione che da qualche anno, con picchi crescenti, sta riguardandoci in prima persona. In particolare in questi ultimi mesi, in Trentino- Alto Adige ed in molte regioni del Nord Italia, anche ad altitudini elevate, si è avuta una proliferazione di insetti e zanzare estremamente aggressive.

Già nel 2007 a Ginevra, e successivamente nel 2011, l’Agenzia Europea per l’Ambiente e l’OMS avevano avvertito dei rischi per la salute legati alle temperature più alte ed agli inverni più miti. Queste condizioni, dovute prevalentemente ai cambiamenti climatici, si stanno verificando in tutte le aree in cui gli insetti vettori di malattie (ad esempio zecche e zanzare) sopravvivono e si moltiplicano. Tali insetti possono causare malattie come la malattia di Lime, il dengue e la malaria anche in nuove aree in cui il clima non era precedentemente favorevole allo sviluppo e alla trasmissione di tali patologie. Ad esempio, il riscaldamento sempre più elevato di zone alpine fa sì che le zecche (e quindi le malattie da esse veicolate) si diffondano ad altitudini maggiori e più a nord, vista la mutata distribuzione geografica degli animali “ospiti”.

Di fronte a questa situazione, le amministrazioni comunali e provinciali, in concorso con il Ministero della Salute, hanno il dovere di attuare tutte le analisi diagnostiche e ambientali per stabilire l’entità e la pericolosità del fenomeno e di intraprendere tutte le iniziative sanitarie, igieniche e di tutela ambientale per contrastare e debellare la proliferazione di questi insetti, anche attraverso antagonisti biologici, avvalendosi degli istituti di ricerca e delle tecniche più all’avanguardia.
E’ evidente purtroppo che anche in Trentino il problema è stato molto sottovalutato e che i rischi per la popolazione sono decisamente aumentati. Si chiede pertanto di fare luce sulla tragica vicenda accaduta alla piccola Sofia Zago, riuscendo a rendere chiare le cause del contagio, ma anche di attrezzarsi perché in futuro i cittadini possano vivere in un ambiente realmente salubre e dove siano ridotti, o meglio azzerati, i rischi per la loro salute. In particolare dei nostri bambini e bambine.

Lucia Coppola per i Verdi del Trentino

      
   

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