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Trento, 13 febbraio 2019
RESIDENZA FERSINA
Situazione di ospiti ed educatori

Interrogazione a risposta scritta
presentata da Lucia Coppola, consigliera provinciale di FUTURA2018

Il Centro di accoglienza per richiedenti asilo politico “Residenza Fersina” di Trento, secondo quanto stabilito dalla Giunta Provinciale, si appresta a diventare nei prossimi mesi l'unico centro di prima Accoglienza in Provincia, accanto a quello di Residenza Brennero, sempre a Trento, rivolto ad un’utenza prevalentemente minorenne. Gli ospiti di Residenza Fersina (156) verranno accorpati a quelli della Pronta Accoglienza (40 c.a.) e a quelli trasferiti dal Centro di Marco di Rovereto (100 c.a.) nei prossimi mesi. La residenza Fersina conterà quindi circa 300 ospiti.

Gli appartamenti di Seconda Accoglienza sul territorio subiranno una significativa contrazione nel numero, a seguito del preventivato mancato rinnovo dei contratti di locazione in scadenza. Di conseguenza gli ospiti degli appartamenti che verranno chiusi saranno dislocati in altri appartamenti disponibili, fino ad esaurimento dei posti.

In seguito all’entrata in vigore del decreto sicurezza la Giunta Provinciale ha deciso la riduzione significativa degli investimenti nel settore dell’accoglienza.

In questa situazione si inserisce anche la condizione di precarietà che vivono gli educatori di Residenza Fersina. Il 31 dicembre 2018 scadeva l'appalto di gestione del Servizio di Prima Accoglienza, affidato a Cooperativa Kaleidoscopio, appalto poi prorogato di un mese per dare modo all'ente entrante, Croce Rossa Italiana (CRI), di effettuare tutti i passaggi del caso.

nei primi giorni di gennaio 2019 le organizzazioni sindacali sono intervenute nei confronti della Provincia per avere dei chiarimenti rispetto alla posizione dei lavoratori dipendenti di Kaleidoscopio presso Residenza Fersina, nello specifico rispetto alla applicazione della clausola sociale in cambio di appalto. La clausola sociale obbliga l'azienda entrante in cambio di appalto ad assumere i lavoratori a tempo indeterminato a parità di condizioni.

rispetto a questa richiesta e a seguito di incontro ufficiale con il Presidente Fugatti, il Dirigente competente ha prodotto una determina (21/2019) in cui è stato temporaneamente permesso l’impiego di volontari in sostituzione degli educatori impiegati in Residenza Fersina. I volontari sono, invece, integrativi in un Servizio alla persona ma non esclusivi, in quanto integrano l'operato degli educatori, ma non li possono sostituire ...

Le previsioni della determina 21/2019 non sono poi state messe in atto, visto che CRI ha manifestato il suo disinteresse per l'appalto e Kaleidoscopio ha accettato l'affidamento del Servizio di Prima Accoglienza fino al 30 settembre 2019.

In un servizio in espansione è stato ridotto significativamente il quantitativo di risorse per il personale, producendo un esubero di circa 2 lavoratori a tempo pieno su 11. La determina 28/2019 impone l'utilizzo degli educatori come addetti alla somministrazione pasti e alla guardiola, la presenza di due operatori ogni 150 ospiti di giorno e un operatore ogni 150 ospiti di notte.

Il rischio concreto è che Residenza Fersina si trasformi in un punto di raccolta composto da 300 ospiti, sfiduciati nei confronti degli educatori e del loro futuro a causa anche  dei problemi burocratici (es. lentezza nel rinnovo dei permessi di soggiorno), con un’ equipe di educatori ridotta all'osso e obbligata a garantire solo i servizi minimi essenziali.

Ciò premesso

si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

— se non ritenga necessario tutelare i posti di lavoro degli operatori, e in futuro provvedere all’inserimento dei volontari non in sostituzione dei lavoratori stessi, ma a loro sostegno, visti i ruoli e le competenze differenziati che li caratterizzano;

— se sia consapevole degli enormi rischi sociali legati alla creazione di un unico centro di accoglienza con 300 ospiti, la maggior parte dei quali dovranno rimanervi a lungo;

— se non si ritenga che gli standard nazionali di 2 operatori diurni per 150 ospiti e uno notturno siano insufficienti a garantire la sicurezza della residenza e che quindi sarebbe auspicabile una integrazione di personale invece che una sua riduzione:

— perché si sia deciso di intervenire prioritariamente sulla riduzione dei costi di personale della Residenza Fersina, senza considerare vie alternative di sostegno economico.


      Lucia Coppola

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