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Trento, 23 dicembre 2019
AREA SCIABILE BOLBENO-BORGO LARES:
INTERVENTI DI QUESTO TIPO RISPONDONO
ALLE REALI NECESSITÀ DEL TRENTINO?

Interrogazione a risposta scritta
presentata da Lucia Coppola, consigliera provinciale di FUTURA

La Giunta “dei miracoli” è riuscita a ritagliare, da un bilancio provinciale in forte contrazione, in un contesto storico dove i bisogni delle fasce economiche più deboli crescono, 4 milioni di Euro per un progetto di ampliamento di un’ area sciabile nel comprensorio delle Giudicarie.

Trattasi dell’area sciabile Bolbeno-Borgo Lares, nata cinquant’anni fa, situata a 575 metri di quota. Il nuovo progetto, finanziato per 2,5 milione di euro da Trentino Sviluppo, su espressa indicazione della Provincia, prevede la realizzazione di una nuova seggiovia quadriposto, di un impianto di innevamento e di illuminazione e il prolungamento della pista da sci esistente.

Quest’area conta circa 200 mila passaggi in stagione invernale e 800 bambini che si recano a Bolbeno per muovere i primi passi e seguire i corsi di sci.

L’’investimento nel progetto dell’area sciabile di Bolbeno, inserito dalla Provincia nel Piano triennale 2020/2022 di Trentino Sviluppo a favore anche dell’industria della neve, lascia a dir poco sconcertati.

Secondo il “Rapporto Clima” del Centro di Ricerca Eurac di Bolzano, le montagne sono e saranno sempre più colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici. In particolar modo le Alpi. Qui, infatti, il riscaldamento medio misurato negli ultimi cento anni è doppio rispetto alla media europea di circa + 2 gradi.

L’aumento delle temperature invernali e delle precipitazioni piovose, eventi che possiamo verificare anche in questo periodo, provocherà una riduzione dell’innevamento. Le aree innevate potrebbero diminuire dall’84% al 62,5% rispetto alle superfici attuali.

Ovviamente le aree sciistiche a minore altitudine sono le più svantaggiate. Diversi studi dimostrano che già dal 2030 non si avranno precipitazioni nevose certe al di sotto dei 1300 metri.

E’ vero che la Provincia di Trento, al contrario dell’Unione Europea, di diversi Stati, del Parlamento italiano, di molte Provincie e Comuni italiani, ha recentemente negato in Aula consiliare che sia in atto una emergenza climatica.

Ma è sotto gli occhi di tutti che la realtà è diversa. Purtroppo le principali conseguenze del cambiamento climatico sul turismo invernale in montagna saranno la riduzione dell’innevamento naturale, la riduzione della stagione invernale e l’aumento dei pericoli naturali. Tre fattori ai quali si devono e dovranno adeguare tutte le scelte di nuovi investimenti sugli sport invernali.

Nemmeno la costosissima neve artificiale può essere la soluzione. È impensabile sopperire alla mancanza di neve naturale con l’impiego totale dell’ innevamento artificiale. A ulteriori consumi di acqua ed energia si sommerebbero problemi di bilancio idrico dovuti alla creazione di bacini artificiali, di potenziali alterazioni del suolo e degli ecosistemi fluviali, di impatto da rumore sull’uomo e sulla fauna, di effetti negativi degli additivi chimici.

Tutto ciò evidenzia quanto sia insensata la scelta della Giunta provinciale di investire in una zona sotto i 600 metri, dove alle attuali temperature neppure la neve artificiale può tenere.

Ma non solo di ambiente si tratta.

Nel mese di dicembre è stata varata una manovra finanziaria al ribasso, che vede fallire l'obiettivo programmatico della crescita del PIL, quantificata in uno scarno e scarso 0,8% e che tra l’altro taglia le risorse a disposizione dall'Agenzia del Lavoro per quanto attiene occupazione e soggetti deboli, mettendo a rischio i progetti di inserimento dei lavori socialmente utili per disabili e svantaggiati, il congedo per le donne imprenditrici, la staffetta generazionale tra lavoratori anziani e nuovi assunti. I trasferimenti provinciali all'Agenzia del lavoro dopo l'ultimo assestamento di bilancio ammontano, insieme all'avanzo del 2018, a 37, 5 milioni di euro, bilancio 2019. Ma l'anno prossimo scenderanno a 24,5 milioni, 6,4 milioni in meno, con una contrazione del 20%. Con l'avanzo 2019, quantificabile in 5 milioni, non si andrà infatti oltre i 29,5 milioni. Verrà cosi a mancare una cifra consistente, pari a oltre 4 milioni di euro.

Proprio quei quattro milioni di euro che invece si sono trovati per fare il regalo di natale all’area sciabile di Bolbeno, per la felicità anche del nostro assessore al turismo che proviene da quelle zone.

Premesso che in finanziaria la Giunta ha aumentato le tasse ai redditi tra i 15.000 e i 20.000 euro incassando circa 9 milioni di euro

si interroga il presidente della Provincia di Trento per sapere:

– se si ritenga opportuno chiedere maggiori sacrifici alle persone meno abbienti per fare investimenti che sicuramente non rispondono alle reali necessità della popolazione trentina;

– se ritenga che l’investimento effettuato per l’area sciabile Bolbeno-Borgo Lares sia compatibile con la contrazione delle risorse in settori di grande importanza per i bisogni primari della popolazione trentina;

– se non ritenga a dir poco “bizzarro” (per non dire incosciente) investire una così cospicua somma di denaro in una zona sciistica di bassa quota, che deve essere tenuta in vita, e lo sarà sempre di più, dalla neve artificiale che difficilmente terrà alle alte temperature alle quali il clima ci sta abituando, tenendo conto anche della possibilità invece di convergere sulle limitrofe e super attrezzate piste da sci che le Giudicarie-Rendena offrono;

– se non ritenga che sarebbe invece più interessante, anche se al momento meno produttivo, investire sempre di più in forme alternative di turismo, puntando su esperienze che siano sostenibili e autentiche, di benessere, di contatto con la natura, di scoperta culturale o enogastronomica dei territori, in modo da trovarsi pronti quando ineluttabilmente il manto nevoso tenderà a sparire;

– se non ritenga che le politiche del futuro dovranno orientarsi sempre di più e con maggiore convinzione verso la protezione della natura, del paesaggio, per evitare un turismo sempre più uniformato al modo di vivere urbano dell’usa e getta, tutto ciò per garantire un futuro sostenibile dal punto di vista ambientale e socio-economico ai nostri territori montani.

 

      Lucia Coppola

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