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Trento, 18 febbraio 2019
SULLA CHIUSURA DELLA DISCARICA DI SARDAGNA
E SUL RIPRISTINO AMBIENTALE DELL’AREA

Interrogazione a risposta scritta
presentata da Lucia Coppola, consigliere provinciale FUTURA2018

La discarica di Sardagna ritorna alla ribalta della cronaca grazie ad un documento firmato da 486 residenti sui 600 votanti alle ultime elezioni e su poco meno di 900 residenti, con  cui si chiede alla Provincia e al Comune di Trento la definitiva chiusura della discarica di inerti. A distanza di una settimana dall'approvazione da parte della Circoscrizione della richiesta di acquisizione pubblica della discarica Sativa, con queste firme i residenti ribadiscono la richiesta alla Provincia di acquisto dell’area in questione e la sua riqualificazione complessiva.

La discarica Sativa di Sardagna venne posta sotto sequestro nel 2009, poi dissequestrata nel 2011, nonostante l’accertamento della presenza di materiali inquinanti stoccati nel periodo precedente al 2006. Modificati i parametri della tossicità dei rifiuti, l’azienda ora sarebbe stata già autorizzata dalla Provincia per la ripresa dell’attività e  a questo punto i residenti temono per la loro salute. I promotori denunciano che se dovesse riprendere l’attività la popolazione si ritroverebbe con un immondezzaio a pochi metri dal paese, con evidenti problemi anche per la città di Trento  perché se ci fossero sostanze inquinanti,  queste arriverebbero alla falda, mettendo in serio pericolo  la salute dei  residenti del capoluogo.

Secondo gli approfondimenti effettuati dai consiglieri circoscrizionali di zona, e contenuti nel documento pubblico di riqualificazione del sito, l'azienda proprietaria potrebbe conferire ancora un milione di metri cubi di rifiuti speciali. La categoria degli scarti ammessi riguarda sia i materiali non pericolosi per l'ambiente sia quelli inquinanti resi inerti.

Ciò premesso

si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

— se corrisponda al vero che la Provincia di Trento abbia autorizzato la Sativa alla ripresa dell'attività di stoccaggio;

— in caso di risposta positiva se, alla luce della presa di posizione dei residenti, ritenga di interrompere l'iter di riattivazione della discarica di Sardagna;

— se reputi opportuno acquisire dalla ditta Sativa l’area di proprietà della stessa, come richiesto a gran voce dai residenti di Sardagna;

— se intenda predisporre ed attuare un progetto di messa in sicurezza dell’area;

— se intenda procedere, di concerto con il Comune di Trento, all'avvio di un progetto di ripristino ambientale del territorio che deve essere restituito alla popolazione.

 

      Lucia Coppola

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