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Trento, 15 aprile 2019
CAMPO PROFUGHI DI MARCO: UN’OCCASIONE PERSA
Interrogazione a risposta scritta
presentata da Lucia Coppola, consigliera provinciale di FUTURA

Il campo profughi di Marco oggi chiude. Gli 87 richiedenti asilo rimasti verranno trasferiti alla residenza Fersina di Trento, che si appresta a diventare nei prossimi mesi l'unico centro di prima accoglienza in provincia. La residenza Fersina sarà un punto di raccolta composto da 300 ospiti, sicuramente sradicati, probabilmente sfiduciati nei confronti degli educatori e del loro futuro, assistiti da un’ equipe di operatori ridotta all'osso e obbligata a garantire solo i servizi minimi essenziali.

Il campo profughi di Marco ha accolto dal 2016 più di 800 migranti, molti dei quali sono poi partiti per altre destinazioni europee. Negli anni ha generato molte proteste ma è stato anche testimone di progetti d’integrazione e inclusione. La sua chiusura rappresenta un fallimento, in quanto si è persa un’occasione per creare un laboratorio di convivenza e integrazione tra la popolazione locale e chi viene da lontano, da esperienze spesso atroci e che è approdata in Europa in cerca di pace e dignità.

Grazie alla miope politica leghista queste persone verranno concentrate presso la residenza Fersina, ammucchiate in containers e che dovranno confrontarsi, senza i corsi di lingua necessari per l’integrazione, con lo smantellamento delle strutture provinciali di sostegno. La politica che ha a cuore la sicurezza dei trentini (o a quanto pare, solo quella degli abitanti di Marco) genererà solo insicurezza. Chiudendo il centro di Marco si sono solo spostate 87 persone, ma il clima d’odio che la Lega ha diffuso in passato e sta fomentando tuttora sarà acuito dalla concentrazione di persone ai margini di Trento e della società.

Tutto ciò premesso

si interroga il presidente della Provincia per sapere:

se sia consapevole degli enormi rischi sociali legati alla creazione di un unico centro di accoglienza con 300 ospiti, la maggior parte dei quali dovranno rimanervi a lungo;

se ritenga opportuno che il fallimento di un progetto di accoglienza vada celebrato come un successo da parte della forza politica di maggioranza, evidentemente sempre in campagna elettorale, e non invece debba essere una occasione di riflessione su quello che vogliamo che sia il Trentino del futuro: terra aperta, di accoglienza e umanità, o invece governata dai sentimenti più beceri e disumani e schiava dei pregiudizi.

 

      Lucia Coppola

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