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Trento, 19 febbraio 2019
COME DISTRUGGERE UNA ESPERIENZA  DI ALTO VALORE ETICO E SOCIALE
Interrogazione a risposta scritta
presentata da Lucia Coppola e Paolo Ghezzi, consiglieri provinciali di FUTURA2018

 Premesso che:

l’esperienza di integrazione delle 24 ragazze nigeriane richiedenti asilo a Lavarone ha costituito in questi anni un esempio di buone pratiche che merita di continuare proprio perché si è riusciti a creare relazioni solidali e rispettose, grazie ad un impegno condiviso fra le ragazze e la comunità ospitante;

siamo indignati per la mancanza di attenzione che questa Giunta dimostra ancora una volta nei confronti dei cittadini migranti, che con impegno e coraggio cercano di costruire esistenze dignitose proprio a partire dal lavoro. Come bene evidenziato dal Sindaco e dagli operatori economici di Lavarone, molte di queste ragazze provenienti dalla Nigeria lavorano in alberghi dell’Altipiano come stagionali, dopo essersi impegnate nell’apprendimento della lingua italiana, svolto tirocini, collaborato fattivamente con la  popolazione di Lavarone, in particolare con molte donne,  che le hanno seguite con amore e dedizione nei tanti laboratori svolti nel corso di questi tre anni;

è evidente il fatto, e dovrebbe esserlo anche per la Giunta Fugatti, che trasferire queste ragazze a Trento significa sradicarle da un ambiente amico nel quale hanno trovato accoglienza e affetto, atteggiamenti preziosi soprattutto per loro, che erano fuggite da situazioni pesantissime dal punto di vista umano e dalla negazione dei diritti che spettano ad ogni persona;

atti politici come questo, tesi solo a distinguersi dall’operato della precedente Giunta  provinciale, risultano devastanti sia per coloro che ingiustamente li subiscono, sia per tanta parte della collettività trentina ormai disorientata dalla gravità di  scelte che risultano davvero incomprensibili e immotivate;

rimarchiamo inoltre, nel caso in cui venissero trasferite a Trento, la difficoltà per le giovani donne di  mantenere gli impegni lavorativi  “oramai consolidati” a causa della difficoltà di raggiungere con i mezzi pubblici i posti di lavoro, tenuto conto anche della particolarità degli orari delle strutture alberghiere e ricettive;

si interroga il Presidente della Provincia di Trento per sapere:

1) se non intenda, anche alla luce delle prese di posizione della collettività di Lavarone e delle sue istituzioni, rivedere una scelta destinata a colpire giovani donne già tanto provate dalle loro tragiche   esperienze di vita;

2) se ritenga davvero che sradicarle da Lavarone possa portare benefici,  e in caso di risposta affermativa quali, al Trentino;

3) se non ritenga un valore importante il lavoro di queste ragazze, insieme all’impegno del Sindaco di Lavarone, della sua Giunta  e di tanti volontari che  hanno investito su un  modello eccellente di integrazione che merita apprezzamento e sostegno;

4) se si è interrogato su quale sarà il destino di queste giovani donne trattate come oggetti senza alcun valore in assenza di una valutazione circa il  prosieguo della loro permanenza sul nostro territorio.

 

      Lucia Coppola

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