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Trento, 17 gennaio 2020
VERDI: CRITICHE O PREGIUDIZI ?
Comunicato stampa di Lucia Coppola, portavoce dei Verdi del Trentino

I Verdi del Trentino hanno esercitato nel tempo le virtù della pazienza, dell'ascolto e dell'umiltà, che sono le condizioni necessarie per non andare avanti nascondendo la testa nella sabbia, come fanno gli struzzi e, se del caso, imparare dagli errori. Ecco perché abbiamo letto con interesse e attenzione la lettera del dottor Barbacovi e, successivamente, l'articolo del noto ambientalista Luigi Casanova, con il quale abbiamo condiviso molte, importanti battaglie.

Queste riflessioni piuttosto critiche sul nostro operato, hanno fatto seguito all'intervento, lucido e appassionato, dell'ex assessore Verde all'Ambiente del Comune di Trento, Aldo Pompermaier, promotore della raccolta differenziata “porta a porta” e di un bellissimo Piano della Mobilità che purtroppo non è mai diventato esecutivo. Anche perché all'epoca il sindaco Andreatta, nonostante la rielezione di Aldo, stoppò lui e il suo lavoro. La consigliatura si era interrotta un anno prima a causa dell'elezione del sindaco Pacher in consiglio provinciale e l'assessorato all'ambiente, ora non più presente in forma autonoma nel comune di Trento, prese altre vie.

Ricostruire i fatti è sempre esercizio utile.  Tornando però ai nostri illustri interlocutori, penso che prendersela coi Verdi italiani, e trentini, a fronte dei successi europei, è peraltro gioco facile. Mi piace però rammentare che i Verdi sono al 2,5% a livello nazionale (al 4% in Trentino, risultato delle ultime elezioni europee) e in Europa mediamente al 10%, ma anche la Sinistra è all'1,7% mentre in Europa è ben sopra il 10 (Linke, Podemos, France Insoumise ecc.). I socialdemocratici, leggi Pd, in Italia si attestano intorno al 18%, mentre in Europa raggiungono il 30% (inglesi, spagnoli, tedeschi). Non sarà che in Italia a essere in crisi è tutto il campo progressista?

Inoltre vi è una vasta area, riconducibile ai paesi del sud Europa, dove le percentuali dei partiti Verdi sono assimilabili alle nostre. Dunque la questione è sicuramente, anche, culturale. Ed è cosa nota che spesso gli ambientalisti al momento del voto preferiscono andar sul sicuro e votare partiti che hanno le tematiche ambientali solo nei titoli dei loro programmi elettorali, dove tristemente giacciono fino all'elezione successiva.

Noi siamo andati avanti in questi anni dignitosamente, studiando, intervenendo su tutti i temi, dicendo qualche doveroso “no” e facendo proposte, pur fuori dal Parlamento: cosa non irrilevante dal punto di vista dell'efficacia nell'interlocuzione col Paese.

Raramente considerati dalla stampa e dai media, convinti comunque di portare avanti una buona causa, politiche virtuose, necessarie, improcrastinabili. Il cambio di passo, l'evoluzione dei Verdi sia a livello nazionale che locale, prima nell'esperienza della Costituente Verde ed ecologista, con i Civici e i Sindaci delle buone amministrazioni, poi con Green Italia ed ora nella bella esperienza transnazionale di Europa Verde, mi sembra sia evidente.

Perché si va avanti, imparando anche dagli errori, ma con l'orgoglio di aver rappresentato, qualche volta all'opposizione e in qualche caso al governo (ci sono stati anche ministri Verdi) buone politiche ambientaliste e ottime leggi. Penso alla legge sulla creazione e sulla tutela dei Parchi nazionali, alle battaglie contro gli OGM, contro il mega-tunnel della Val di Susa, contro il Ponte sullo Stretto; i primi interventi e le denunce sulle discariche abusive sono venuti da noi, le battaglie contro gli inceneritori a fianco delle associazioni ambientaliste e quelle, vinte, contro il nucleare e per l' Acqua Bene Comune; l'impegno, premiato con ottimi risultati elettorali, del nostro portavoce nazionale Angelo Bonelli a Taranto, dove la tragedia dell'Ilva ha prodotto morte, malattia, distruzione dell'ambiente, contrapposizione, terribile, tra lavoro e salute.

Anche localmente i Verdi, io ed altri nelle varie istituzioni nelle quali siamo sempre stati presenti, abbiamo fatto la nostra parte. Aldo Pompermaier in primis, che da assessore all'ambiente ha portato la raccolta differenziata a Trento ai livelli ottimali che hanno scongiurato la costruzione dell'inceneritore, Bombarda e chi lo ha preceduto in Consiglio Provinciale, che si sono spesi per politiche ambientali di qualità. A Trento, il referendum, proposto e vinto, contro l'ampliamento dell'aeroporto di Mattarello, il lavoro sull'agricoltura biologica. Siamo infatti i primi promotori del Referendum per il Bio Distretto che ora raccoglie altre forze politiche, molte associazioni e privati cittadini che insieme a noi si stanno spendendo per raccogliere le 8000 firme necessarie per indire il Referendum.

Abbiamo lavorato contro il consumo di territorio e per le energie rinnovabili, sulla rigenerazione e riqualificazione delle periferie, per la tutela del paesaggio, sui beni comuni materiali e immateriali, per una chiusura sostenibile del Ciclo dei Rifiuti, per il turismo sostenibile e per la difesa delle nostre montagne. In tempi non sospetti, qualche decennio fa, abbiamo posto il tema dei cambiamenti climatici che è al centro della mia, in consiglio provinciale, e nostra comune azione politica di sensibilizzazione e proposte. E sempre abbiamo sollevato il tema della partecipazione dei cittadini alle scelte della politica. E potrei continuare con un lungo elenco.

Ogni giorno la cronaca giornalistica dà conto del lavoro che sto svolgendo su tutte le questioni ambientali e non solo in consiglio provinciale. I Verdi hanno da sempre nel loro DNA i temi eco-pacifisti, la tutela dei migranti, l'inclusione e la solidarietà. Forse non tutti i politici Verdi hanno interpretato al meglio il loro ruolo, ne abbiamo fatto ammenda con autocritiche vere e sofferte. Alla fine la politica è fatta di persone, ma mi pare che tutto il quadro istituzionale non sia esente da sbagli grossolani, impegni disattesi, politiche deboli, inconsistenti, pavide, non solo in ambito ambientale ma anche in quello sociale, lavorativo e dei diritti civili. Un po' peggio dei Verdi, forse.

Peccato che “i veri ambientalisti”, quelli che non si sporcano le mani con le miserie della politica, non si siano accorti delle tante energie spese e dell'impegno profuso. Consiglio loro più attenzione e meno pregiudizi. Il rispetto che noi non abbiamo mai fatto mancare. Fortunatamente molti cittadini e parecchi giovani si sono avvicinati a noi e questo è davvero motivo di conforto e di speranza per l'attenzione al Creato e al suo dolore.

Un'attenzione che non si consuma solo nelle piazze ma deve diventare azione politica e istituzionale. C'è ancora bisogno di pensiero libero, critico, divergente, creativo, come quello di Luigi Casanova e come quello di tanti Verdi e ambientalisti. L'Italia e il Trentino, proprio come accade nel resto d' Europa, hanno ancora bisogno di un partito ecologista forte, convinto, alleato con i movimenti e le associazioni. Capace di ascoltare e di tradurre in azione i messaggi importanti della società civile. Io ci credo e perciò continuo ad impegnarmi con forza e convinzione, per fortuna insieme a tanti giovani di valore. Le nuove e future generazioni sono sempre al centro del mio e nostro interesse.

 

      Lucia Coppola

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