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Trento, 18 febbraio 2017
COMUNE DI TRENTO
IndennitÀ, costi in discesa del 54%
Nel 2016 parte dell'attività del Consiglio è costata meno: «solo» 307 mila euro
da l’Adige di sabato 18 febbraio 2017

Rispetto alla passata legislatura, il Consiglio comunale di Trento ha dimezzato le spese per i gettoni di presenza, mentre l'entrata in vigore del nuovo regolamento ha permesso di avviare una nuova stagione politica cittadina, snellendo le discussioni in aula grazie all'ampio ricorso alle commissioni dei capigruppo, diventate rappresentative di tutte le componenti politiche presenti nell'assemblea. Insomma, i consiglieri della città sono sempre più attenti alla spesa, più prolifici dal punto di vista politico e meno litigiosi degli anni scorsi.

A fotografare i cambiamenti nell'istituzione della città, a più di un anno e mezzo dalle elezioni amministrative, è il rapporto annuale dell'attività del Consiglio comunale per il 2016, presentato nella mattina di ieri dalla presidente Lucia Coppola (dei Verdi) e dal vicepresidente Vittorio Bridi (Lega Nord). Il dato di maggior rilievo, tra i tanti contenuti all'interno del documento statistico, riguarda proprio le risorse messe a bilancio per le indennità dei consiglieri che partecipano alle sedute collegiali, diminuite del 54% rispetto alla quinquennio 2010-2015.

«Con l'abbattimento dei costi del Consiglio - ha sottolineato Coppola - continuiamo su una strada intrapresa negli anni scorsi, per un nuovo modo di intendere la politica condiviso senza distinzione da ogni gli schieramenti e da tutti i partiti. Un nuovo corso che ci sembra più vicino ai nostri cittadini e più rispettoso del bene comune».

Lo scorso anno sono stati trasferiti complessivamente ai consiglieri della città, per 54 adunanze di Consiglio e 147 di commissione, 307.011 euro (somma che comprende anche l'Imposta regionale per le attività produttive, pari a circa 24 mila euro). Non si denota un particolare risparmio rispetto al dato del 2015, quando sono stati spesi, per un'attività iniziata dopo le elezioni di maggio, soli 150.446 euro, a fronte di 28 sedute di Consiglio e 71 di commissione. Tuttavia, la riduzione rispetto al passato è evidente, visto che nel 2009 trentaquattro sedute in aula e 115 commissioni erano costate quasi 330mila euro.

Il risparmio, secondo la presidente Coppola, è stato possibile grazie alla riduzione del numero dei consiglieri, al dimezzamento del gettone per le commissioni (passato da 120 a 60 euro) e all'introduzione di un nuovo principio che permette il corresponsione del gettone unicamente ai consiglieri che partecipano effettivamente alle riunioni. Ad ogni modo, una certa sobrietà vi è stata anche nell'uso delle risorse a disposizione dei gruppi consiliari. Sono infatti stati impegnati 22.903 euro, su uno stanziamento previsto ad inizio 2016 di poco inferiore ai 40mila euro.

Mentre i costi calano, l'attività politica tende a crescere leggermente. Nel 2016 sono stati approvati 199 provvedimenti, di cui 139 tra mozioni e ordini del giorno (59 in più dell'anno precedente) e 60 deliberazioni. Se si considerano, poi, tutti i documenti presentati e discussi in aula, i numeri aumentano in modo considerevole, arrivando a oltre 600 dispositivi tra interrogazioni, interpellanze, ordini del giorno e mozioni (approvate e non).

Le adunate del Consiglio sono state nove in più del 2015, considerando entrambe le consigliature dell'anno, mentre le sedute straordinarie monotematiche sono state quattro, compresa quella in tema di sicurezza con il questore di Trento.

Tra le attività istituzionali e di rappresentanza, infine, particolare risalto è stato assicurato alla collaborazione con gli istituti scolastici della città, coinvolgendo alcune classi in progetti di alternanza tra didattica e lavoro.

 

      Lucia Coppola

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