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Trento, 1 giugno 2017
DOBBIAMO DIRE NO AI PESTICIDI
di Lucia Coppola
dal Trentino di giovedì 1 giugno 2017

Domenica scorsa ho partecipato con altri trentini alla marcia contro i pesticidi, da Cison Valmarino a Follina, in provincia di Treviso. Un evento significativo che ha unito idealmente le province di Treviso, Belluno e Trento, portando l'attenzione sul fatto che milioni di persone nel mondo sono quotidianamente esposte ai pericoli provocati dall'uso di diserbanti e pesticidi in agricoltura. La ricerca scientifica ha purtroppo reso sempre più evidente il fatto che questi prodotti hanno un impatto gravissimo sulla salute e salubrità dell'ambiente.

Tanto che l'Oms parla di circa 200 mila morti ogni anno su scala globale per i pesticidi di sintesi. Secondo l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare il 45% dei cibi contengono residui di pesticidi.

Il Manifesto che ha indetto questa marcia aveva alcuni punti qualificanti. Diceva con chiarezza quello che ormai siamo in molti ad affermare, e cioè che è scientificamente provato che queste sostanze chimiche possono contribuire al sorgere di diverse forme tumorali e alterare il sistema endocrino con il conseguente aumento di patologie correlate. Le persone che vivono e lavorano in aree dove si pratica l'agricoltura intensiva e chimica, caratteristica della monocultura (come da noi nel caso delle mele) sono le più esposte.

In particolare gli stessi contadini, le donne in gravidanza e i bambini. Nel lungo periodo, questi trattamenti indeboliscono le piante coltivate, compromettono la qualità del terreno e la qualità del raccolto e distruggono la bio diversità animale e vegetale. Per non parlare dell'inquinamento dell'aria, dei terreni e delle falde acquifere, dei corsi d'acqua (venti in Trentino), della sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali. Inoltre, per definizione, le monoculture intensive basate sulla chimica, provocano il graduale depauperamento di una risorsa culturale importante come il paesaggio. Quello che chiedeva il lungo corteo, di oltre tremila persone di tutte le fasce d'età, è proprio di spingere cittadini e istituzioni a puntare in modo deciso a esperienze agricole come i Biodistretti e le filiere corte, che in questi anni hanno dimostrato di saper coniugare il rispetto per la salute pubblica e l'ambiente. Si invita perciò la Commissione Europea a proporre agli Stati membri l'introduzione del divieto di utilizzare il glifosato e a fissare obiettivi di riduzione obbligatori a livello di UE per quanto riguarda l'uso dei pesticidi. Nel contempo, localmente e a livello nazionale, Governo, Regioni e Comuni dovrebbero applicare e fissare obiettivi di riduzione obbligatoria A tutti loro si chiede di applicare il principio di precauzione, attivando controlli e salvaguardia del territorio.

E da noi? Recentemente la Fondazione Mach, in una serata dedicata al tema, ha reso noto che è stato effettuato nel corso di alcuni anni un esperimento su tre vigneti di Pinot bianco, il più delicato, con il metodo integrato (uso di pesticidi), col biologico e col biodinamico. Il risultato ha evidenziato come per qualità e quantità e relativi costi, prevalga come migliore il metodo biodinamico. A seguire quello biologico, con differenze molto evidenti. Molti comuni della Val di Non hanno nel frattempo adottato la delibera della provincia di Trento che consente agli atomizzatori, purché non utilizzino pesticidi di sintesi, di arrivare fino a zero metri dalle abitazioni e dalle loro pertinenze.

E' evidente che il controllo sulle sostanze utilizzate risulta però molto difficile da effettuare. Dunque questo passaggio risulta in ogni caso pericoloso per la salute pubblica, per la qualità dell'ambiente e per il rilancio del turismo. E' molto importante tutelare da pesticidi e diserbanti tutti coloro che vivono in zone agricole, acquistare cibi prodotti in modo sano, certificati come biologici e biodinamici.

Informare cittadini ed agricoltori circa i rischi che corrono, pretendere cibo di qualità nelle mense scolastiche. Il Comune di Trento, grazie alla commissione ambiente, sta lavorando al suo Regolamento. Il Regolamento provinciale non è blindato. Ogni comune può prevedere misure integrate o aggiuntive.

Ci vuole coraggio. Si calcola che in Trentino siano venduti 50 Kg, ad ettaro di terreno coltivato, di pesticidi, 90/100 Kg ad ettaro nei meleti. Sono stati vietati i peggiori pesticidi ma quelli utilizzati, a rilascio più lento, possono costringerci comunque a convivere con malattie gravi. Il Comune di Trento deve puntare convintamente sul bio distretto e su un'agricoltura pulita che lo qualifichi, che gli permetta nei prossimi anni di diventare un Comune freepesticidi: la miglior carta di presentazione possibile, il miglior investimento sul futuro. Diventando un esempio per tutti i comuni della provincia. Negli interventi che si sono tenuti alla fine della marcia abbiamo appreso che i comuni di Belluno, Feltre e Pedavena hanno recentemente approvato i Regolamenti per l'uso dei pesticidi, proibendo tutti quelli che portano l'etichetta H, pericolo. Chiamandoli per nome e definendo la tipologia di danno che possono provocare.

Un grande passo avanti che deve insegnare anche alle altre amministrazioni la strada della lungimiranza, della tutela dei cittadini, il riconoscimento del territorio, della sua integrità ecologica e, nel contempo, la pari dignità di tutti i cittadini, sia che risiedano in aree urbane che in aree agricole.

Lucia Coppola
Co-portavoce dei Verdi del Trentino

 

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