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Trento, 14 settembre 2014
CASO DANIZA, SI RIFLETTA CON UMILTÁ
di Lucia Coppola
dal Trentino di domenica 14 settembre 2014

Certo per alcuni Daniza era “solo” un 'orsa, abbastanza anziana, immigrata, mamma di ben 17 cuccioli, protettiva, audace, carattere indipendente e un po' ribelle. Non era considerata pericolosa se non nella fase dell'accudimento dei piccoli. Così come ogni animale. Così come ogni essere umano. E' morta senza una ragione plausibile, un errore umano, uno di quegli effetti collaterali che a quanto pare la nostra Provincia, così all'avanguardia su tutto, non è stata in grado di prevenire. Si è parlato di un narcotico desueto e poco sicuro, che non viene utilizzato in altri stati. Già tre orsi, narcotizzati, sono morti in Trentino: oltre a Daniza, l'orso di Terlago e un altro esemplare che, ormai addormentato, scivolò in acqua e morì annegato.

Forse anche in quel caso si sarebbe potuto prevedere di fargli assumere la sostanza in una situazione logistica meno rischiosa. Professionalità, serietà, attenzione, rispetto anche in morte, o addormentamento(!) degli esseri viventi.

Mi stupisco della reazione nervosa dei nostri politici, di coloro che hanno la responsabilità diretta di quanto accade nel nostro territorio, anche se non hanno premuto grilletti o somministrato in prima persona il farmaco; di coloro che hanno compiti educativi, formativi e informativi, che devono esercitare attenzioni speciali e non farsi sfuggire di mano le situazioni. Che avrebbero dovuto dimostrare più equilibrio, nervi più saldi e un minimodi lungimiranza.

Ascolto. Ma ora che tutto è finito nel peggiore dei modi, sarebbero forse risultate più credibili delle semplici scuse, l'ammissione di aver assunto una decisione improvvida a fronte dell'inverno incombente e della situazione dei cuccioli.

E la promessa della ricerca di una verità certa sulla morte assurda, inutile, crudele di questa orsa, che è diventata il simbolo, ora, della mancanza di rispetto per una natura viva, vera, reale. Daniza era parte integrante di un progetto di cui il Trentino andava orgoglioso, ma forse chi lo ha inventato e sostenuto anche politicamente non era pienamente consapevole del significato reale di questa re-introduzione, della necessità di informare le popolazioni e tutelare persone e animali.

Di non entrare in rotta di collisione con attività turistico - imprenditoriali davvero poco naturali, con nuovi e sempre più impattanti impianti di risalita, un consumo e sfregio del territorio, anche montano, basato su criteri che non hanno certo a cuore la sostenibilità ambientale e sono discutibili anche in chiave economica.

Da un lato si reintroduce l'orso ma dall'altro non si privilegiano la difesa, la protezione, la preziosità e l'unicità del territorio che lo ospita. E mi fa specie che si paragoni, deprecandola, la sensibilità crescente nell'opinione pubblica verso i nostri compagni di vita nel Creato, gli animali, con la presunta insensibilità nei confronti di tre suore uccise da un folle in Africa o dei probabili bombardamenti sulla Siria e l'Iraq.

Eventi dolorosissimi e non sottovalutati da nessuno che abbia un minimo di coscienza. Non ci servono le lezioni sulla geo-politica del mondo che in parecchi frequentiamo da tempi non sospetti. E' troppo facile, così.

E' evidente che ognuno di noi, ancorché ambientalista e animalista, non si nasconde di fronte al dolore del mondo, alla minaccia di guerre sempre più spietate e vicine. Alla crisi che incombe, alla difficoltà delle famiglie. Ma questo non ci esime dal vivere gli eventi che accadono vicino a noi con l'empatia e il dolore che sempre provoca la violenza sui più deboli e indifesi. E fra questi ci sono gli animali.

Questa esecuzione ha preso l'avvio da una cattura che non era necessaria, che persino il Corpo Forestale dello Stato ha deprecato, stigmatizzandola e prendendone le distanze. Lo stesso Corpo Forestale che aveva sconsigliato il Ministero dall'approvare e sostenere questa ordinanza di cattura, mentre l'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione dell'ambiente, aveva espresso forte preoccupazione per il futuro dei piccoli, ancora bisognosi dell'insegnamento e delle cure materne che servono a ogni cucciolo per diventare grande. Per sopravvivere a fronte dell'inverno.

Stupisce anche la superficialità con cui, al contrario, a livello provinciale ora si rassicura l'opinione pubblica che tutto andrà per il meglio.

Permettetemi e permetteteci di non fidarci. Chi ha agito sulla base dell'emotività, in modo sconsiderato e affrettato, chi ora si esprime con supponenza dall'alto del proprio ruolo, chi ha dimostrato di non avere ragione? Non certo gli ambientalisti, non certo tutte le persone che, a migliaia, si sono esposte perché venissero trovate soluzioni più sagge, sicure, eticamente e naturalmente sostenibili. Chi ha agito da dilettante e, nonostante il grande movimento d'opinione e un minimo di buonsenso, è andato avanti imperterrito per la sua strada, con questi bei risultati!, è chi ci governa, purtroppo.

L'esposto dei Verdi, di qualche settimana fa, non è stato accolto ma è certo che ora molti altri ne seguiranno, giustamente, per abuso d' atti d'ufficio e uccisione di animale, tutti reati perseguibili. La Procura ha aperto un fascicolo.

Qualcuno dovrà finalmente riprendere in mano con cognizione di causa questo importante progetto di reintroduzione, verificandone i limiti e i punti di forza, a partire dalla sicurezza delle persone e degli animali che hanno un'unica colpa: condividere un territorio, non per loro scelta, e di essere e comportarsi per quello che sono: orsi, per l'appunto.

L'auspicio è che in questa riflessione si coinvolgano, con un minimo di umiltà e considerazione anche di punti di vista differenti e di competenze certe, anche le associazioni ambientaliste e animaliste che operano per una convivenza civile, rispettosa, sicura.

Buon viaggio Daniza, e l'augurio di una vita migliore per i tuoi piccoli che ora staranno cercando tra i boschi le tue zampate ruvide, gli abbracci pelosi e la sicurezza della tua presenza materna che insegnava loro la vita. Non potranno essere aiutati dagli umani e dovranno cavarsela da soli, ci dicono oggi i tecnici.

Peccato che i tempi non fossero ancora maturi per questo doloroso distacco e chi ha proceduto alla cattura/eliminazione di Daniza lo sapeva bene.

Lucia Coppola

 

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