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Trento, 24 febbraio 2015
PROPOSTA DI ALLARGAMENTO DELLA ZONA URBANA
DELLA CITTA' DI TRENTO SOGGETTA A VELOCITA' LIMITATA:

VALUTARE DI ESTENDERE I 30 KM ORARI OLTRE LA ZTL NELLE ZONE IMMEDIATAMENTE ADIACENTI
AL CENTRO STORICO E IN TUTTE QUELLE CONSIDERATE SENSIBILI PER L'UTENZA CHE LE FREQUENTA

Ordine del giorno collegato al Bilancio annuale per l'esercizio finanziario 2015  
presentato da Lucia Coppola, consigliere comunale Verde a Trento

Il comune sentire, suffragato dai dati ISTAT, dimostra che la categoria più debole della strada è quella dei pedoni. Ben oltre 1000 morti l'anno e oltre 20 mila feriti con un incremento annuo che sfiora il 12%. In sintesi, circa cento persone al giorno in Italia vengono investite per strada, oltre tre al giorno perdono la vita, 60 devono farsi medicare per ferite più o  meno gravi.
Perciò si parla di strage di pedoni.

Fra i pedoni sono gli anziani a pagare il prezzo più alto, gli over 65 totalizzano da soli il 55% dei morti e il 30% dei feriti. In particolare, la fascia d'età compresa tra i 75 e i 79 anni è quella che presenta il valore massimo in termini assoluti per quanto riguarda i morti.

Fra i  bambini da 0 a 5 anni  i morti sono stati in media negli ultimi anni oltre 50, con un drammatico incremento. I feriti tra i bambini sono stati ben 2500. I mesi a più elevato rischio sono gennaio, e poi ottobre, dicembre e novembre, probabilmente per il ruolo determinante giocato dal minor numero di ore di luce e dalle condizioni atmosferiche che incidono sulla visibilità dei conducenti e sulla frenata dei veicoli.

LE CAUSE DELL'INCIDENTALITA' IN AREA URBANA

Nelle aree urbane, i fattori prevalenti di incidentalità sono l'utente e l'ambiente, mentre sono trascurabili gli incidenti dovuti a difetti o avarie dei veicoli.

Dunque il fattore umano, nel nostro paese, è corresponsabile degli incidenti nell'83% dei casi e il 35% degli incidenti mortali in area urbana deriva da velocità eccessiva o dal mancato rispetto di altre norme, in particolare alle intersezioni e agli attraversamenti pedonali, mentre il 13% degli incidenti ai pedoni è riconducibile ad errori che essi stessi commettono. Proprio per questo, trattandosi in genere di soggetti vulnerabili come bambini e anziani, è evidente che un surplus di prudenza è d'obbligo.

In particolare, il comportamento dei conducenti assume un ruolo fondamentale nel 78% degli incidenti con danni alle persone: velocità eccessiva, mancato rispetto delle precedenze e dei semafori, guida distratta (cellulari e altro), scarsa attenzione alle strisce pedonali, stato psico-fisico del conducente alterato, mancanza della distanza di sicurezza.

Anche la Commissione Europea ritiene che  la velocità di guida sia un fattore rilevante, ma spesso trascurato, in relazione alla situazione di pedoni e ciclisti. Studi effettuati indicano che in circa il 55% degli investimenti che avvengono in ambito urbano, la velocità dei veicoli è superiore ai 50 Km orari, mentre per solo il 5% degli incidenti la velocità è inferiore ai 30 Km orari.

Tali dati inducono a credere che ad un maggior rispetto dei limiti di velocità, anche al di sotto dei 50 Km orari previsti nella cintura immediatamente confinante con il centro storico della nostra città, potrebbe conseguire  una riduzione piuttosto significativa dell'incidentalità, perché la gravità è strettamente correlata alla velocità.

  Relazioni sperimentali hanno dimostrato che a una riduzione del 10% della velocità media conseguirebbe una riduzione della mortalità pari al 35%.

E' evidente che anche la segnaletica, l'illuminazione delle strade, pratiche sanzionatorie certe, educazione al rispetto del pedone e del ciclista influiscono direttamente sulla condotta di guida e devono far parte delle politiche comunali all'interno del Piano Urbano delle Mobilità, insieme a un processo di sensibilizzazione e formazione dei cittadini, specialmente delle nuove generazioni.

La sicurezza stradale anche a Trento ha perciò ampi spazi di miglioramento, posto che gli incidenti  gravi non mancano e non sono dovuti al caso. Spesso sono eventi annunciati perché non si è fatta sufficiente prevenzione.

E' stato inoltre dimostrato che la riduzione della velocità fa sì che il traffico diventi più fluido e scorrevole, le accelerazioni e le decelerazioni sono più dolci e meno frequenti; in molti casi si guadagna tempo; diminuisce la rumorosità del traffico; si ha un'importante diminuzione delle emissioni inquinanti (dal 10 al 50% ) dei gas di scarico e diminuisce anche il consumo di benzina.

Tutto ciò premesso

il Consiglio Comunale di Trento impegna la Giunta

 a considerare

─ che le cause degli incidenti possono essere contrastate con un maggior livello di sicurezza urbana, oltre che dalla pianificazione dei flussi di traffico e dalle sanzioni verso comportamenti di guida scorretti e pericolosi, così come dalle tecniche di moderazione del traffico che si basano su alcuni semplici concetti;

a valutare

─ la bassa velocità delle auto come elemento fondante per permettere la coesistenza pacifica tra pedoni e auto, estendendo i 30 Km orari nelle strade che circondano il centro storico di Trento oltre la ZTL e in tutte le zone considerate sensibili della città: scuole, palestre, piscine, centri per gli anziani, Case di Riposo, Circoscrizioni, giardini e parchi pubblici e in tutti i luoghi frequentati da un utenza più vulnerabilen, come evidenziato in premessa;

a prevedere

─ percorsi pedonali continui e protetti negli accessi alle scuole
─ spazi pubblici riqualificati in un ottica di mobilità sostenibile
─ passaggi pedonali sopraelevati o sottopassi dove necessario
─ passaggi protetti per i ciclisti

Lucia Coppola
Consigliere comunale Verde a Trento

 

      Lucia Coppola

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