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Trento, 24 agosto 2016
LE MOSCHEE COME LUOGHI DI CULTURA
di Lucia Coppola, Verdi per la Costituente Ecologista
dal Trentino di mercoledì 24 agosto 2016

È un momento difficile per tutti, quello attuale.

L'umanità in troppe parti del mondo patisce soprusi, violenze, efferatezze dovute alle tante guerre sanguinose in corso, che hanno fatto parlare Papa Francesco di una guerra mondiale a pezzi. La Siria, dopo cinque anni di guerra, centinaia di migliaia di morti e la distruzione totale del suo territorio, ci rimanda ogni giorno l'immagine di un dolore senza fine che colpisce tanti innocenti, soprattutto bambini.

Il terrorismo di matrice islamica a opera dell'Isis, coi suoi simboli di morte, la protervia, la crudeltà, colpisce l'occidente.

Ma soprattutto gli stessi paesi di fede islamica, è bene ricordarlo. All'origine di tutto, vicende storiche complesse che partono da lontano, da un Medio Oriente e da un Nord Africa terre di conflitti militari, ideologici, territoriali, religiosi, tribali.

Paesi umiliati dal colonialismo e dilaniati dalle guerre civili, come in Algeria. Purtroppo la povertà, la mancanza di futuro e la violenza quotidiana hanno creato una generazione di disperati che pensa di non aver più niente da perdere. Gli integralisti musulmani hanno preso forza e vigore, nel tempo, dentro le carceri dei paesi che li osteggiavano, tra le montagne e le valli dell'Afghanistan, nelle città del Marocco e della Tunisia, nei campi profughi del Libano e della Palestina. Hanno occupato il posto dei nazionalismi sconfitti.

Nel frattempo, le frange più estreme jihadiste, i Fratelli Musulmani, sopperivano all'assistenza sociale e materiale delle famiglie, creavano adepti riconoscenti. E' evidente che l'Occidente tutto ha enormi responsabilità nei confronti di questa immane deriva, accresciutasi nel 1991, quando Bush senior scacciò dal Kuwait Saddam Hussein che l'aveva invaso, convinto del sostegno degli Usa in precedenza suoi alleati nella guerra contro l'Iran. Da allora tutto è stato compromesso in modo irreparabile, tanto più quando si arrivò nel 2003 all'invasione dell'Iraq con la scusa delle armi chimiche, rivelatesi poi inesistenti, e l'accusa di essere in stretto rapporto con gli attentatori delle Torri Gemelle.

A questo punto è gioco facile per gli integralisti che arrivano da tutto il mondo musulmano ispirare e organizzare il terrorismo in Europa e nel mondo, armarsi con le armi prodotte in occidente, capofila proprio l'Italia, arricchirsi con il mercato della droga e coi pozzi di petrolio conquistati nelle loro scorribande, occupare e devastare interi paesi.

Dopo questa lunga premessa, che sta alla base delle mie prossime riflessioni, vorrei però tornare alle nostre legittime preoccupazioni in relazione agli stranieri che vivono nel nostro paese, immigrati o rifugiati che siano, ridotti spesso al silenzio solo a causa dell’appartenenza religiosa, culturale o semplicemente geografica. Per la lingua o il colore della pelle.

Vorrei dire quanto sia ingiusto omologare l'appartenenza religiosa all'Islam, una delle tre grandi religioni monoteiste professata da miliardi di persone nel mondo, ai terroristi che uccidono, torturano, rapiscono e stuprano, bestemmiando, in nome di Allah.

Chi pretende di appiattire in un unico, crudele destino, quello di scomparire o di rendersi invisibili, migliaia di persone che vivono, studiano, lavorano in Trentino commette un errore e un'ingiustizia.

Il diritto di professare la propria religione è sancito dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e dalla nostra Costituzione.

Di moschea a Trento si è parlato a lungo e diffusamente nella scorsa consigliatura. Ricordo che una eventuale moschea sarà, dal punto di vista economico, a carico della Comunità islamica. Mi piace anche ricordare il recente incontro, nella chiesa della Clarina e nel Duomo di Trento, dell'Imam del Trentino Alto Adige Breigheshe con i rappresentanti della chiesa trentina.

I fatti dimostrano che non sono le moschee i luoghi dell'aggregazione dei terroristi ma i social network, i contatti personali, le abitazioni. Per questo mi stupiscono certe prese di posizione che trovo irragionevoli e controproducenti, destinate a creare ulteriori frizioni e paure ingiustificate.

È necessario usare la razionalità, lasciare da parte l'emotività che non è mai una buona consigliera e prendere decisioni ponderate. Solo l'integrazione, la comunicazione, il dialogo, le occasioni di scambio possono infatti impedire che soprattutto le nuove generazioni si radicalizzino. Innumerevoli città e capitali europee hanno permesso la costruzione di moschee, alcune storiche come a Parigi, a Londra, a Madrid. Luoghi non solo di culto ma anche di cultura, con bar, ristoranti, prestigiose biblioteche, giardini, sale di lettura e mostre.

Ricordo di aver passato una giornata indimenticabile nella moschea di Madrid, aperta a tutti. C'erano molti madrileni, studenti universitari e turisti che, come me, ne apprezzavano il clima cordiale e accogliente, i raffinati spazi arredati con gusto e sobrietà, le opere d'arte, gli scritti in tutte le lingue, i murales che raccontavano la storia dell'Islam, la buona cucina.

Una giornata speciale che mi ha fatto comprendere come potrebbe funzionare il mondo, anche il nostro piccolo Trentino. Penso che tutti, personalmente e politicamente, potremmo fare molto di più per contrastare la convinzione di essere gli unici depositari di diritti, cultura, verità e fede. E' un fatto ormai assodato che garantire diritti preserva da integralismi e irrigidimenti e crea le condizioni per una convivenza pacifica e rispettosa.

Lucia Coppola
Verdi per la Costituente Ecologista

 

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