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Trento, 26 settembre 2009
La strada del Doss Trento, “Tagliata di settentrione”,
non deve essere chiusa o diventare una strada di servizio

Interrogazione presentata da Lucia Coppola dei Verdi e democratici per Trento

Premessa

E’ con stupore e meraviglia che i cittadini residenti attorno al Doss Trento e i turisti intenzionati a salire sul colle di Trento, dalla vecchia strada in prossimità con la omonima via e la località della Vela, hanno verificato la chiusura della strada stessa, operata in questo periodo dal Comune, proprietario del luogo.

Un cartello posto all’entrata, sbarrata con catena e lucchetto, avvisa che “ Il cancello è chiuso e l’accesso avviene dal piazzale Divisione Alpine e da via Brescia- sentiero pedonale”, le vie riaperte.

La cosa non è di poco conto per il fatto che la chiusura della strada, avvenuta all’insaputa, toglie la possibilità di godere il Doss Trento attraverso una delle principali vie d’accesso, importante, sotto diversi punti di vista.

Trattasi della strada denominata, “La tagliata di settentrione”; riportata con le proprie caratteristiche uniche e i riferimenti storici , culturali e paesaggistici naturali, nelle più importanti e pregiate guide turistiche della città.

E’ la strada usata dalle Truppe militari francesi del marchese- generale Vendome nell’occupazione della città avvenuta nel 1700.

Un’ampia descrizione della via, è stata descritta nelle opere prestigiose di Antonio Pranzalores su «Doss Trento. La Verrucca» e di Aldo Gorfer su «Trento. Città del Concilio».

 L’intero Doss Trento è stato dichiarato “Parco naturale-monumentale civico” dalla legge provinciale n. 14 del 23/06/1986 e biotopo di interesse provinciale.

La strada è perfettamente funzionale sotto tutti i punti di vista. Di recente è stata oggetto di interventi massicci con cospicui finanziamenti da parte dell’Ente pubblico che ha realizzato lavori e opere per la messa in sicurezza del luogo con sostegni e parapetti in pietra e acciaio inossidabile e ha consolidato le pareti sovrastanti. L’intero percorso è dotato di segnaletica con le indicazioni dei percorsi naturali e storici; della flora botanica e della formazione geologica del territorio circostante.

E’ la strada più conosciuta e frequentata per la visita al Doss Trento sia da persone singole che da comitive che trovano agile parcheggio dei veicoli nel vicino piazzale Zuffo.

Un percorso unico che non può essere separato dall’insieme del territorio del Doss Trento e dalle altre vie di accesso e che certamente non sarà visitato e frequentato se la strada non verrà riaperta al pubblico o verrà adibita soltanto a strada di servizio.

Inoltre non è da sottovalutare il fattore della vivibilità e sicurezza per l’intera zona circostante comprese le abitazioni. E’ evidente che se il luogo non verrà vissuto o perderà la propria caratteristica, sarà esposto a maggiori rischi per tutti e andrà in progressivo stato di abbandono.

C’è da domandarsi inoltre se la tanto sbandierata volontà di valorizzare il Parco del Doss Trento e il quartiere di Piedicastello, più volte manifestata, non rischi di tradursi nei fatti a interventi che interesseranno soltanto le zone “appetibili” del solo centro di Piedicastello, tralasciando altre aree importanti e qualificanti dell’intero parco del Doss Trento e del quartiere, lasciate in preda a rischio di degrado ambientale (autostrade, pericoli per i pedoni e i ciclisti per la mancanza di marciapiedi e l’aumento del traffico veicolare , urbanizzazione selvaggia in particolare sulle aree a nord , ecc. ecc.).

Tutto ciò premesso:

si chiede

di conoscere i motivi ed i progetti per i quali il Comune di Trento ha chiuso la strada di accesso del Doss Trento e quali impegni lo stesso Comune intenda assumere per la riapertura al pubblico, al più presto, della strada.

cons. Lucia Coppola

 

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