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Trento, 13 settembre 2017
EMERGENZA AMBIENTALE, SERVONO FATTI
di Lucia Coppola, co-portavoce dei Verdi del Trentino
dal Trentino di martedì 13 settembre 2017

Qualcuno ha definito gli ultimi catastrofici eventi nel nostro Paese, dolorosissimo quanto avvenuto a Livorno, “alluvioni colpose”. Siamo di fronte a morte certa e alla distruzione di beni, paesaggio, attività agricole e commerciali perché mancano criteri certi di sicurezza infrastrutturale. Così si muore nel sonno durante questi improvvisi, ma non imprevedibili, bombardamenti d'acqua. E mentre il suolo viene derubato a tre metri quadri al secondo, gli impegni, che risalgono ormai a dieci anni fa, della Conferenza sugli adattamenti climatici, restano ampiamente disattesi.

Quella che dall'allora governo Prodi era stata evidenziata come una priorità è stata tranquillamente accantonata, insieme alle mappe con le aree a rischio e ai tanti posti di lavoro in una nuova edilizia, nelle energie rinnovabili, nella messa in sicurezza e nella riqualificazione ambientale: tutto è rimasto lettera morta.

Non esiste nel nostro paese una seppur minima alfabetizzazione climatica né vi sono progetti tesi a ridurre i rischi, proprio quando i climatologi sono arrivati alla conclusione che l'Italia e il Mediterraneo hanno accumulato una progressione di rischio, a causa dei cambiamenti climatici, superiore a quella di altri paesi.

Difficili restano, come dimostra il caso Livorno, il dialogo costruttivo e la sinergia tecnico-programmatica tra amministrazioni locali e governo nazionale.

Il quotidiano La Repubblica titolava recentemente: “Trivelle e sanatorie, così il Pd perde l'anima ambientalista”. Ed in effetti, e nonostante l'ultimo accorato appello di Walter Veltroni, in questi ultimi anni ne abbiamo viste davvero di tutti i colori in ambito ambientale. Lo Sblocca Italia ha rilanciato le trivellazioni con procedure semplificate per i permessi di ricerca ed estrazione, insieme al rilancio degli inceneritori, con regioni come la Sardegna e la Sicilia obbligate a bruciare tonnellate di rifiuti, appalti pubblici garantiti con procedure accelerate e deroghe ai piani paesaggistici.

Per non parlare del decreto “Spalma incentivi” che non riguardava la Nutella, ahinoi!, ma che ha concretamente bloccato, anche in modo retroattivo, come ricorda in una recente intervista il portavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, tutti gli aiuti al fotovoltaico: “Gli investimenti sulle rinnovabili sono passati dai 15 miliardi del 2013 ai 4,3 miliardi dello scorso anno, con la perdita di 50mila posti di lavoro”. E che dire del dem De Luca, governatore della Campania e promotore di una discussa e discutibile legge che salva come prime case oltre settantamila abitazioni abusive, spesso costruite in zone a rischio per l'incolumità di chi le abita? Voglio ancora ricordare la follia delle Regioni che consentono di trasformare cantine in abitazioni, seminterrati in residenze stabili: Sardegna, Sicilia, Basilicata, Calabria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Lombardia, Abruzzo.

Tutto ciò determina una situazione di emergenza ambientale continua e ogni anno subiamo una quantità inaccettabile di parole di cordoglio, di promesse formali da parte di rappresentanti istituzionali, mentre molte leggi regionali e delibere comunali hanno contribuito a rendere sempre più insicuro e vulnerabile il territorio. Canali tombati, cemento su aree golenali, aree di esondazione dei fiumi cementificate e asfaltate che provocano il fenomeno della ruscellazione, quando l'acqua piovana non viene più assorbita dal terreno e, oltre a fare danni, non combatte la siccità nei periodi di secca che si alternano alle alluvioni.

Alcune di queste deroghe che riguardano le cantine sono state fatte passare come risolutive rispetto al consumo di territorio, un alibi ipocrita che espone a rischi inaccettabili le popolazioni. Noi Verdi chiediamo quanto meno che i Comuni e la Protezione Civile creino un sistema di allerta via SMS, in accordo coi gestori, che avvisi le famiglie che vivono in seminterrati affinché si trasferiscano ai piani alti in caso di emergenza metereologica.

Ora non siamo più noi ambientalisti a essere definiti allarmisti e catastrofisti. I fatti purtroppo ci stanno dando ragione. A chi ci governa il compito di invertire la rotta e salvare il salvabile. In primis la vita delle persone.

Lucia Coppola
co-portavoce dei Verdi del Trentino

 

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