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Trento, 24 giugno 2013
Lucia Coppola è candidata alle primarie del centrosinistra
Per lei la crisi sta anche accentuando le disparità di genere

«Non c’È democrazia se le donne restano escluse dalla politica»
In Trentino siamo molto indietro In Provincia, su 35 consiglieri solo 4 sono donne,
mentre in Comune non superano il 20%. Ma anche sul lavoro c’è scarsa parità di genere

intervista a Lucia Coppola
del Trentino di lunedì 24 giugno 2013

E' l'unica donna candidata a queste primarie di coalizione del centrosinistra autonomista per il ruolo di presidente della Provincia. E’ attualmente consigliere comunale a Trento dei Verdi e alle ultime elezioni politiche era il candidato capolista alla Camera, dopo Antonio Ingroia, di Rivoluzione Civile. Attiva, per anni, nei movimenti studenteschi, in quelli che si occupavano di ambiente e territorio e nei collettivi femministi, per Lucia Coppola il riconoscimento delle pari opportunità e la necessità di raggiungere una maggiore presenza delle donne nel mondo del lavoro e della politica sono una vera bandiera da sventolare bene in alto e con orgoglio.

La presenza delle donne in politica è ancora marginale?
Purtroppo si. Soprattutto in Trentino siamo molto indietro. In Provincia i numeri sono drammatici: 4 donne su 35 consiglieri. In Comune siamo messi un po’ meglio, ma non di tanto con circa il 18% dei consiglieri donne. Ma sono ancora poche.

E sul mondo del lavoro?
La crisi sta accentuando le disparità, perché in questo momento di difficoltà, le prime che stanno saltando, sui posti di lavoro, sono proprio le donne. Oggi i dati sono allarmanti. Solo una donna su due ha un impiego. Inoltre con i tagli al welfare e al sistema sociale, il ruolo delle mamme e delle mogli diventa sempre più pesante e pressante e ancora una volta le allontana dal lavoro e dall’indipendenza. C’è bisogno di una rappresentanza forte delle donne, in tutti gli ambienti, altrimenti si rischia di non avere una democrazia compiuta.

La sua candidatura a queste primarie vuole essere, per questo, anche simbolica?
La mia presenza non è certo casuale, vuole essere un messaggio chiaro alla nostra classe politica e al nostro elettorato. Vogliamo dirgli che le donne ci sono. Io ci metto la faccia e il mio impegno.

Ci sono reali possibilità di vittoria?
Diciamo che la lotta è impari. Mi sento un po’ come Davide contro Golia, perché mi confronto con questi super assessori. Però io quando vado, vado. Mi lancio e la mia non sarà solo una presenza. Non vuole essere una candidatura di nicchia. Voglio dare dignità ai verdi, alle liste civiche, ai movimenti con i quali mi interfaccio e lavoro. Il tutto restando umile e rispettando i miei competitor.

La tutela dell’ambiente resta una delle sue battaglie?
Sicuramente i temi ambientali caratterizzeranno il mio programma. La Provincia dovrà muoversi maggiormente al fianco delle associazioni ambientaliste, non solo per ragioni di tutela e benessere ambientale, ma anche per rilanciare il turismo. Punteremo sul recupero degli edifici già esistenti, sul non consumo di nuovo suolo, sulla riconversione energetica e diremo basta alle grandi opere come la Valdastico.

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