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Trento, 24 ottobre 2017
I QUARTIERI DI TRENTO
CIRCOSCRIZIONI, PIÙ DIGNITÀ A CHI CI LAVORA
di Lucia Coppola
dal Trentino di martedì 24 ottobre 2017

È bella la nostra città, Trento, anche e proprio per i suoi territori fortemente caratterizzati, diversificati, difesi con spirito di appartenenza; per i vecchi comuni, i centri di antica origine, il centro storico prezioso.

È ancora bella, anche se violata in molte sue parti dal consumo di suolo, di verde agricolo pregiato, da una lottizzazione selvaggia che le ha tolto la compattezza originaria, spingendo il cemento sempre un po’ più avanti, verso le periferie mortificate, sulle colline problematiche e fragili, svilendo il centro storico svuotato dei suoi abitanti e delle sue funzioni originarie. È bella per lo spirito dei cittadini che l’hanno abitata e la abitano, che cercano di farla vivere, di sostenere il volontariato, l’associazionismo, le attività culturali, la fatica di vivere di tanti. I cittadini di Trento si fidano delle loro Circoscrizioni, che hanno cercato negli anni di facilitare e migliorare la loro vita, di rendere l’amministrazione più vicina ai bisogni e alle esigenze delle zone più decentrate.

Un presidio umile ma dignitoso della buona politica, quella poco dispendiosa e “pulita”, di servizio, checché ne dica chi le ritiene ormai inutili.

Le Circoscrizioni sono nate in seguito all’importante esperienza dei Comitati di Quartiere, che negli “anni 70” hanno condotto significative battaglie ambientali, paesaggistiche, sociali, che hanno avvicinato vecchie e nuove generazioni all’assunzione in prima persona dello status di cittadini, comprensivo di diritti e doveri.

Già nel XIV secolo la città di Trento era suddivisa in quartieri: Santa Maria Maggiore, San Benedetto, San Pietro e Borgonuovo e Santa Maddalena. A partire dal XVII secolo, le comunità coloniche delle colline che circondavano Trento ottennero la concessione di Carte di Regola. Tra queste Sardagna, Cognola, Ravina e Pissavacca, Mattarello, Novaline e Valsorda, Romagnano, Montevaccino, Gardolo, Meano, Povo, Sopramonte. Ecco già delineato l’attuale schema che parte da Meano, nel 1520, e si conclude nel 1768 con Montevaccino. Nel 1863 il comune di Villazzano si separa da quello di Povo.Maè alla fine della seconda guerra mondiale che il sindaco di Trento Luigi Battisti, figlio di Cesare Battisti, ripropone il problema dell’aggregazione dei comuni rurali, che si conclude con il referendum del 1946 presso le frazioni. Si istituisce un Ufficio che coordina gli 11 comuni dei sobborghi con l’amministrazione di Trento e vengono decentrate alcune funzioni, in particolare l’Anagrafe.

Nel 1968 anche i comuni di Baselga e Vigolo Baselga vengono aggregati a Trento. Nel 1989 le Circoscrizioni cittadine, sette, vengono ridotte a tre. Comprensibilmente, ogni territorio ha una storia unica e speciale, che certo deve entrare in relazione con le storie vicine: gli accorpamenti possono essere interessanti se fatti in modo tale da garantire identità, ragioni, specificità, attaccamento anche affettivo alle proprie origini. Se non sono calati dall’alto ma vengono fatti in funzione del risparmio e del miglior utilizzo delle risorse che, se condivise con spirito collaborativo e dialogo costruttivo, possono addirittura aumentare e contribuire ad una redistribuzione equa e mirata.

Non riconoscere, con un gettone di presenza che copra almeno le spese vive, il lavoro di chi vi opera è perciò una palese ingiustizia, anche perché si tratterebbe di costi davvero irrisori se paragonati a quelli di tutti gli altri livelli istituzionali. Allo stato attuale nessuno, né i presidenti né i consiglieri, ricevono alcun compenso da due anni e mezzo.

Un interessante documento dei Presidenti di Circoscrizione ha posto l’accento sul ruolo delle nostre Circoscrizioni, universalmente riconosciuto dai cittadini che hanno sempre più bisogno, a fronte di uno svuotamento di funzioni nelle periferie (poste, negozi di vicinato), di questa presenza utile, qualificata, rassicurante. Si sono espressi anche sui margini di miglioramento possibili, non limitandosi certo a un discorso di monetizzazione.

Basta seguire la cronaca giornaliera degli eventi per accorgersi del fiorire di innumerevoli iniziative molto partecipate. Le Circoscrizioni conoscono i bisogni delle persone, delle fasce sociali più in sofferenza, le fragilità del territorio anche dal punto di vista ambientale, le criticità e i punti di forza e sono un utile tramite col governo centrale della città. Il resto è solo demagogia spicciola che colpisce proprio l’ultimo anello istituzionale, il meno costoso, il più vicino ai cittadini, negando il valore della rappresentanza dal basso e la dignità di un impegno che è e rimane istituzionale.

Va anche rimarcato che i veri costi delle Circoscrizioni sono ed erano di tipo amministrativo, dovuti al decentramento di funzioni che, se accentrate, comporterebbero disagi e maggiori spese, anche sociali oltre che economiche, per i cittadini e per il Comune.

Lucia Coppola
Consigliere comunale Verde

 

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