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Trento, 9 novembre 2016
LE MOLTE DONNE MALTRATTATE
E LA SEDIA IN CONSIGLIO COMUNALE

dal Corriere del Trentino di mercoledì 9 novembre 2016

In questo mese di novembre, ricordando che il 25 è la giornata dedicata al ricordo delle donne uccise e contro la violenza sulle donne, l’aula del Consiglio Comunale di Trento ospiterà, davanti ai banchi della giunta per renderla più visibile, una sedia vuota, simbolicamente «occupata» dal vuoto lasciato da tutte le donne vittime di violenza. Donne che, prima che una mano ponesse fine alla loro vita, occupavano infatti un posto nel cuore e negli affetti di chi le amava, innanzi tutto parenti e amici, ma anche nella società: a scuola, sul luogo di lavoro, a teatro, in biblioteca, in autobus, in un parco, in un ambulatorio, in un ufficio comunale, in un luogo istituzionale, nel vivere quotidiano.

Tali posti rimasti vuoti della presenza di troppe donne pesano tantissimo: mancano all’appello gesti, parole, facce, corpi. Ma anche idee, competenze, abilità, saperi, conoscenze, impegno, andati irrimediabilmente perduti.

Il posto occupato è un monito e qualcosa che deve interrogare le nostre coscienze, a memoria di tanto dolore e di perdite così dolorose. In particolare per i figli a cui vengono a mancare spesso, in un solo momento, madre e padre.

Il «posto occupato» parla per noi e ci racconta che non dobbiamo abituarci alla violenza contro le donne, che non dobbiamo farne un dato meramente statistico o giornalistico, come spesso accade, perché dietro ai tanti nomi che quasi giornalmente leggiamo ci sono persone, vite spezzate; perché soprattutto le giovani generazioni imparino dal nostro esempio e dalla nostra testimonianza le parole e le azioni del rispetto, della considerazione, della reciprocità, della gratitudine: il valore della vita umana.

Il femminicidio e la violenza di genere domestica sono fenomeni mondiali. La violenza subita da partner, mariti, fidanzati, amici, padri è la prima causa di morte e invalidità per le donne dai 16 ai 44 anni, prima del cancro, degli incidenti stradali e della guerra. Ma anche questa è una guerra, una guerra privata che incide sulla comunità italiana per due miliardi di costi diretti e 15 miliardi di costi indiretti, anche se non è certo la questione economica quella che più ci deve interessare.

I Paesi dove le donne sono più a rischio a livello domestico sono quelli del Sud-est asiatico dove più della metà degli omicidi, il 58%, riguarda le donne; seguono le nazioni reddito più elevato, tra cui l’Italia riveste purtroppo un ruolo di spicco, con il 41,2%.

Lasciare un posto occupato vuole quindi essere una testimonianza importante per alzare la soglia di attenzione, per sensibilizzare l’opinione pubblica, per aiutare le donne maltrattate, molestate, vittime di stalking a trovare la forza di ribellarsi alla violenza.

Lucia Coppola,
presidente Consiglio comunale di Trento

Gentile presidente Coppola,
ogni iniziativa che mira a tenere alta l’attenzione su un tema drammatico come quello delle donne uccise o vittime di violenza va sostenuta con convinzione. Un plauso quindi all’idea di mettere una sedia vuota nell’Aula del Consiglio comunale che assume un importante significato simbolico, e non solo, con le istituzioni democratiche schierate in prima linea. Un piccolo segno, certo, ma anche un’occasione in più per tenere accesa la luce su argomenti purtroppo quotidiani.

Nella nostra realtà provinciale, secondo gli ultimi dati forniti dalla Provincia autonoma di Trento, sono state 608 le denunce per violenza sulle donne; il trend, affermano gli esperti, si mantiene stabile. Più del 50% dei casi sollevati avviene in famiglia, luogo degli affetti e della paura, un intreccio che rende spesso complicato intervenire e che opacizza le situazioni. Nel quadriennio 2011-2014 è stata registrata una denuncia ogni 69 donne. Numeri che ci dicono come sia necessario rimanere più che mai vigili. Anche attraverso un «posto vuoto».

      Lucia Coppola

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